Il Tirreno

Versilia

Sospeso il commesso dell’aggressione

di Beatrice Faragli
Sospeso il commesso dell’aggressione

Il negozio preoccupato per il calo di clienti: «Diteci cosa dobbiamo fare per rimediare»

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VIAREGGIO. «Il dipendente è stato sospeso dal lavoro per qualche giorno. È dispiaciuto, così come lo siamo noi. Ci scusiamo con tutti. Diteci cosa dobbiamo fare per rimediare, e lo faremo». A parlare è il patron di Mondodisco, Corrado Fontana, anche lui protagonista del video di Victor Musetti girato giovedì pomeriggio sulla Passeggiata di Viareggio. Lo fa dopo le scuse già presentate venerdì in Municipio dal titolare dell’attività, Oreste Bergamini.

Il dipendente «sospeso» (da ieri) di cui parla Fontana, è l’aggressore dell’uomo delle bolle: Boris Egorov, annaffiato e insultato mentre era in viale Margherita Regina a far divertire i bambini. Come fa da anni a Viareggio. Come ha fatto anche in altre città della Toscana. All’acqua e alle minacce del commesso - «Ma ti devo massacrare di botte? Ti spacco la testa. Ma cosa sei tu? Cosa sei?» - l’artista di strada, ex medico russo, risponde che «Il fascista non vuole che io faccia divertire i bambini». C’è anche il fondatore di Mondodisco a rincarare la dose. Fontana prima minaccia Musetti perché la smetta di riprendere. Poi dice al dipendente di «lavare bene». Poche ore dopo l’aggressione, la scena è on line, e Viareggio si indigna. Di più, si indignano da tutta Italia. Parte il boicottaggio del negozio. Una chiamata a cui, dicono a denti stretti i dipendenti, Viareggio ha risposto in massa. Il calo di clienti si è fatto sentire. A questo si aggiungono le chiamate offensive che sono arrivate a Mondodisco venerdì, il giorno in cui il caso è scoppiato a livello mediatico. A un certo punto hanno dovuto staccare il telefono in negozio. Ieri mattina inoltre, si è presentato un ragazzo all’entrata, e non sembrava avere buone intenzioni. Era in cerca del dipendente che ha minacciato Boris, ma il commesso non c’era. Per qualche giorno, starà lontano dal bancone. «Per quanto tempo - spiega Fontana - è ancora da decidere». E poi mette in chiaro: «Non è a rischio licenziamento». L’allontanamento temporaneo è stato deciso anche per non cadere in eventuali provocazioni.

Il clima infatti è teso. E nessuno, all’interno dell’attività, riesce a nascondere la preoccupazione per il futuro. «Abbiamo sbagliato - ribadisce Fontana -. Stiamo pagando le conseguenze di quanto accaduto e le dovremo continuare a pagare. Ma più di chiedere scusa, cosa dobbiamo fare? Alle origini di un gesto sicuramente esagerato, c’è tutto quello che la città sopporta. Un mese e mezzo fa hanno ammazzato un uomo a cento metri dal nostro negozio. Alla fine uno è esasperato, e poi per niente magari succedono queste cose». Per “niente” o per delle bolle di sapone, che rotolano nell’aria pochi secondi, giusto il tempo che ci vuole al dito di un bimbo per farle scoppiare: e con la bolla scoppia anche una risata.

Ieri mattina Mondodisco era più vuoto del solito. Colpa della pioggia? Forse. Colpa, sicuramente, dell’aggressione di giovedì. Tanti curiosi passano davanti al negozio. C’è chi resta alla vetrina con il telefonino in mano, mentre ad alta voce, di fronte agli amici, legge le notizie su Boris annaffiato con una sistola dal commesso furioso. Dentro, a un certo punto, una ragazza si ferma al bancone. In sottofondo c’è una canzone di Bob Dylan. «Io continuo a venire perché - dice ai dipendenti - non è giusto deprecare in questo modo un’attività commerciale. Qui ci siete voi poi, che non siete responsabili. Ci vuole buon senso nella vita ragazzi». Molti altri invece, non la pensano così, e nella piazza virtuale si sono schierati al fianco di Boris “the bubbleman”, l’uomo che fa divertire i bambini. Su quella reale poi, in migliaia sono pronti a giurare che non compreranno più un disco là dove è vietato fare bolle di sapone.

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