Principino, una stagione come spiaggia libera
Corsa contro il tempo: il Comune vorrebbe affidarlo ad una cooperativa sociale Il curatore Bellomo fa appello alle associazioni di volontariato
VIAREGGIO. Cooperativa sociale cercasi - così le parole dell’assessore Laura Servetti - per gestire la spiaggia dell’ex Centro congressi chiuso da ottobre in seguito al fallimento della Viareggio Patrimonio, società pubblica proprietaria dell’immobile. Due bandi andati deserti, per l’affidamento dell’insieme della struttura, ed un comodato - quello previsto dalla delibera di indirizzo approvata in consiglio comunale il 14 settembre su proposta dello stesso assessore Servetti - che non ha trovato compimento: questa la storia dell’ultimo anno. Alla quale si somma il licenziamento dei sette dipendenti della Viareggio Versilia Congressi che ancora non hanno trovato un’altra collocazione, nonostante la lunga trattativa sindacale.
«Croce Verde, Misericordia, Croce Rossa: sono queste le associazioni alle quali pensiamo per l’affidamento della stagione alla porte», sono le parole del curatore della Viareggio Patrimonio, Donato Bellomo. Che aggiunge: «Sono associazioni che darebbero anche una funzione sociale all’attività che eserciterebbero nella gestione dello stabilimento balneare».
Certo, il tempo stringe. Mentre nelle cabine dello stabilimento chiuso - e che ha necessità di olio di gomito per tornare ad accogliere i bagnanti dopo la lunga inattività della struttura, senza manutenzione alcuna - vivono persone senza tetto. Così che si impone - ed il Comune avrebbe già fatto un passo che chiederlo alla Patrimonio - un servizio di sorveglianza. L’obiettivo finale - dichiara Laura Servetti - è quello di «non lasciare la spiaggia sguarnita».
Ma non è escluso che proprio questo sia lo scenario che attende il Principino. In questo caso il tratto di spiaggia prospiciente il Centro Congressi resterebbe ad uso libero ed è intenzione del curatore assicurare, se fosse questo il destino per la stagione 2016, assicurare il servizio di salvamento.
Il bene-Centro Congressi è di quelli destinati alla vendita nel fallimento della Viareggio Patrimonio. Come le abitazioni dell’emergenza abitativa, che passano - per la gestione del servizio nel patrimonio della Asp in trasformazione in “I care Srl” - ma che rimangono nel patrimonio della società interamente pubblica fallita. E come quattro impianti sporti, tra i quali piscina, Palazzetto dello sport, campo scuola Del Chiaro e Centro Polo.
La curatela - come d’obbligo di legge - proporrà la lista dei beni inventariati e la relativa valorizzazione. L’amministrazione comunale dovrà indicare quali tra i beni inventariati costituisca bene indisponibile. Un compito che spetta espressamente all’Ente pubblico. Il quale dovrà indicare come intende sostituire entità disponibili ai valori dei beni indisponibili, visto che questi stessi beni costituiscono patrimonio della società fallita.
Il Comune di Viareggio, però, è in dissesto: le tasse sono al massimo, i bambini si sono visti tagliare lo scuolabus, la piscina è chiusa, e così via elencando. In questo quadro pensare di poter comprare i beni della Patrimonio che si vogliono indisponibili è impossibile. L’Ente pubblico potrebbe “scambiare” con la curatela della Patrimonio - che ha l’obbligo di soddisfare i creditori - beni propri di pari valore. Se non fosse che anche l’Organismo straordinario di liquidazione deve stilare un piano di vendite dei beni comunali. Che, dunque, ad oggi non sono nella piena disponibilità dell’amministrazione. Chiamata a sciogliere un’intricata matassa.
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