Sicurezza
Polo Nautico, la Fiom scrive al sindaco: non c’è interesse pubblico
Il sindacato contesta il via libera al subingresso di Balducci Nel 2015 il Comitato portuale disse no al frazionamento
VIAREGGIO. C’è tempo fino al 23 maggio per presentare osservazioni e/o opposizioni ritenute opportune a tutela di eventuali diritti rivendicati in merito al subingresso nel manufatto lotto 1 in favore di Cantiere Navale Versilia Srl di Giuseppe Balducci. Una decisione, quella di avviare la pratica, presa nel Comitato portuale di giovedì scorso. Scelta che potrebbe aprire - e così sarà - a domande analoghe per quanto riguarda le altre concessioni di Polo Nautico, azienda consortile nata sulle ceneri della Sec.
La Fiom-Cgil, contraria da sempre all’operazione, ha scritto al sindaco Del Ghingaro: «Perché si è scientemente evitato qualsiasi confronto con il sindacato per il supposto "piano industriale"? Si aveva paura che avremmo potuto dimostrare che si trattava di carta straccia? Perché si vuole giocare con le parole? Cosa si pensa di nascondere?».
L’attenzione del sindacato non è solo all’occupazione e al rispetto degli accordi che hanno portato alla nascita di Polo Nautico. La lettera della Fiom al primo cittadino guarda lungo, al futuro di una delle aree più appetibili di un porto per il quale è già stato avviato l’iter del nuovo Piano regolatore portuale. «Si legge che il beneficiario dell'annunciato frazionamento rivendica un diritto proprietario addirittura sul terreno della concessione. Ci sembra una cosa incredibile dato che l'area è del demanio e quindi di tutti. O forse c'è ancora qualche cosa che non sappiamo? Tra l'altro si parla di costruzioni di palazzine e modifiche allo stabile già occupato dallo stesso da oltre 10 anni (sono del demanio?). È cambiato anche il Piano regolatore? Sono da prevedersi scelte del Comune ad personam?». Insomma, è possibile per Polo nautico quello che altrove, nella stessa Darsena, non è previsto a norma di legge?
Nel gennaio 2015 il Comitato portuale decretò il no al frazionamento. Tra le motivazioni fondanti, quella per cui «allo stato attuale il frazionamento della concessione ora unitaria non garantisce il più proficuo interesse pubblico alla sua conduzione». La domanda della Fiom al sindaco e a tutte le forze politiche è: «Cosa è cambiato dallo scorso gennaio ad oggi?».
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