Il Tirreno

Versilia

La prossima settimana riprendono gli sgomberi

di Stefano Taglione
La prossima settimana riprendono gli sgomberi

Dalla Procura arriverà l’ordine di liberare un altro appartamento al Varignano L’obiettivo: rendere accessibili entro fine estate la dozzina di case ora occupate

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VIAREGGIO. Gli sgomberi non si fermano. La prossima settimana ripartirà l’offensiva della Procura di Lucca contro gli abusivi che da anni vivono all’interno delle case popolari del Varignano senza averne alcun titolo.

Un percorso che i magistrati hanno iniziato nel 2012 e che vorrebbero portare a termine entro fine estate, quando la dozzina di appartamenti del quartiere viareggino dovrebbe tornare libera e, si spera, assegnata agli aventi diritto attraverso uno scorrimento della graduatoria gestita dall’Erp (l’azienda per l’edilizia residenziale pubblica della provincia di Lucca). Non sarà un’operazione facile quella che dovranno assicurare polizia e carabinieri: l’ultima volta che c’è stato uno sgombero di un alloggio pubblico - mercoledì 6 aprile - è successo praticamente di tutto. Ben 30 fra agenti e militari, nella mattinata, hanno assediato la zona di via Quartiere Allende, al Varignano, fra le proteste dei residenti, per cercare di dar seguito allo sgombero ordinato dalla Procura, mentre nel pomeriggio la famiglia rimossa dalla casa occupata abusivamente da 16 anni si è presentata in Comune con una tanica di benzina, cospargendo l’ingresso del municipio del liquido infiammabile.

Dopo l’intervento delle autorità e dei vigili del fuoco, avvertiti per scongiurare un incendio dalle conseguenze inimmaginabili, l’emergenza è per fortuna rientrata; mentre il potenziale piromane ha fatto perdere le sue tracce. La famiglia rimossa dall’alloggio del Varignano, tuttavia, è rimasta all’interno del palazzo civico, rifiutando ogni sistemazione provvisoria offerta dall’amministrazione cittadina, presente con gli assessori Valter Alberici e Sandra Mei.

Alla madre - che viveva nell’appartamento pubblico con il marito e i quattro figli - è stato proposto di trasferirsi in una casa famiglia con due bambini, gli unici minorenni,quindi bisognosi della massima tutela possibile. Le trattative sono continuate a oltranza e, all’ennesimo rifiuto, gli esponenti dell’amministrazione hanno deciso di ospitare i sei, a loro spese, in un albergo di Lido di Camaiore, dove padre, madre e figli hanno dormito due notti in attesa di incontrare, il venerdì successivo, gli assessori Sandra Mei e Maurizio Manzo. Alla famiglia, alla fine, è stato concesso un contributo di 1.800 euro. Una somma - stanziata nel 2014 dalla giunta Betti - che lo stesso nucleo familiare aveva rifiutato, per continuare ad abitare nell’alloggio popolare liberato da polizia e carabinieri.

@taglions

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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