L’ospedale assume quindici medici
L’Asl ai sindaci: in totale 79 nuovi arrivi entro la fine di giugno
VIAREGGIO. Quindici nuovi medici in arrivo all’ospedale Versilia. Ad annunciarlo è la direttrice generale dell’Asl Nordovest, Maria Teresa De Lauretis. Che giovedì scorso ha avuto un confronto - durato fino a tardi - con i sindaci dei sette Comuni. E al termine dell’incontro Ettore Neri, presidente dei primi cittadini per le questioni sanitarie, si è definito «soddisfatto: sono emerse numerosi aspetti interessanti». Assunzioni in primis: secondo quanto ha riferito l’Asl, saranno 79 i nuovi arrivi entro il 30 giugno prossimo. Un’infornata, se si può usare il termine, che - al netto di 28 uscite nello stesso periodo - secondo Neri «servirà a ricoprire i due terzi del personale mancante dopo la vicenda dei prepensionamenti resi obbligatori dalla Corte dei Conti». In parole povere, servirà a tappare la maggior parte dei buchi in numerosi reparti - pronto soccorso su tutti - riportandoli a una situazione di normalità.
Va detto che la destinazione dei nuovi quindici medici non è chiarissima. Si dà per certo che verranno rinforzate oncologia, psichiatria, radiologia, anestesia e rianimazione. Per alcuni professionisti la destinazione non è stata ancora definita. Ma è molto probabile che in parte rimpolperanno anche il pronto soccorso. In totale, le assunzioni da gennaio alla fine di giugno saranno 79: oltre ai medici verranno presi infermieri, tecnici e operatori sociosanitari.
Nello stesso periodo, però, 28 persone lasceranno l’ospedale. Questo significa che - secondo quanto riferisce l’Asl ai sindaci - il saldo definitivo sarà più 51. «L’azienda sanitaria ci ha assicurato - spiega Neri - che con queste procedure si ricoprirà per due terzi il vuoto lasciato dai prepensionamenti imposti dalla Corte dei Conti». Per chi non lo ricorda, si tratta della cinquantina di persone - soprattutto medici - che negli ultimi mesi hanno dovuto lasciare l’Asl in anticipo rispetto al previsto, perché la magistratura contabile ha registrato uno sforamento nella spesa del personale. Uno sforamento minimo, quasi impercettibile, che ha messo in ginocchio interi reparti: oncologia, chirurgia, radiologia e altri. Che da un anno a questa parte stanno andando avanti grazie alla buona volontà dei primari e di chi ci lavora.
Nell’incontro tra sindaci e direzione Asl si è parlato anche di altro. In particolare della situazione del pronto soccorso, che resta una delle spine nel fianco dell’ospedale. Secondo quanto riferisce il sindaco Neri, per la prima volta dopo anni l’azienda sanitaria si è detta disponibile ad aumentare i posti letto in medicina, per eliminare l’effetto imbuto che si crea al pronto soccorso. Spesso e volentieri, infatti, i pazienti che devono essere ricoverati restano in barella per ore: che si tratti di un’attesa per un’esame o una consulenza da un reparto, oppure di un posto letto che non viene messo a disposizione in tempi brevi. Se davvero verrà rivisto il numero dei posti in medicina per i pazienti in arrivo dal pronto soccorso, l’Asl dovrà spiegare - e non solo ai sindaci - come mai per anni si è negato che fosse questo il problema alla base delle lunghe attese in barella. Per cui ci sono state valanghe di proteste.
@matteotuccini
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