Il Tirreno

Versilia

Impianti sportivi, corsa al bando per affidarli

di Donatella Francesconi
Impianti sportivi, corsa al bando per affidarli

Il consiglio comunale approva la delibera ma i criteri ancora non sono definiti Poletti (Pd): non abrogare il regolamento, previsto anche dalla legge regionale

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VIAREGGIO. Non è esattamente la stessa dicitura del regolamento che l’amministrazione comunale va ad abrogare con la delibera approvata ieri in consiglio comunale in base alla quale si può passare al bando per l’affidamento dei sette impianti sportivi, stadi compresi, che dalla Viareggio Patrimonio sono tornati al Comune. Gli emendamenti dell’opposizione di centrodestra (proposti dal capogruppo di Forza Italia, Rodolfo Salemi) - ora parte integrante della delibera - prevedono che chiunque si aggiudichi stadio dei Pini e stadio Ferracci debba avere l’obbligo - fissato nel bando di gara - «di assicurare l’utilizzo dell’impianto all’attività della principale società di calcio» a Viareggio come a Torre del Lago. Il regolamento che si va ad abrogare fissava invece la destinazione dei due impianti alla squadra militante nella categoria più alta.

Un regolamento - ha voluto sottolineare il capogruppo del Pd, Luca Poletti - che la stessa legge regionale 21/2015 prevede che i Comuni si diano. La dove -all’articolo 15 - si legge, ha ricordato Poletti - che «gli enti locali disciplinano con proprio regolamento le modalità di affidamento in gestione degli impianti sportivi».

Sull’argomento si è espressa la funzionaria del Comune, Annamaria Barsotti, con un intervento ricco di “dico e non dico”». All’inizio avevo intenzione di modificarlo il regolamento degli impianti sportivi, non di abrogarlo. Ma nell’analisi che abbiamo fatto tra normativa regionale è emerso in maniera lampante che era impossibile. Perché ogni articolo è inquinato dalla scelta politica, dalla filosofia, dalla scelta tecnica che sono state fatte attuate al momento della scelta di quella regolamentazione. Era impossibile rivedere quel regolamento e quindi è stato scelto di proporne l’abrogazione». Ed inoltre: «A quale scopo, per regolamentare una cosa che noi non gestiamo più neppure attraverso la società partecipata?». Dunque, non c’è più necessità di un regolamento perché si esternalizza la gestione. Eppure la legge regionale prevede espressamente «la procedura di selezione pubblica» che Viareggio si appresta ad adottare con il bando che - così i tempi fissati dall’assessore Servetti - dovrebbe essere pubblicato il 27 aprile. In un quadro in cui - è ancora la funzionaria a dichiararlo - vi saranno da una parte i criteri del bando e dall’altro «le singole convenzioni che saranno stipulate con i gestori».

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