Gioco
Progetto anti-erosione delle università toscane
FORTE DEI MARMI. Fermare l’erosione. È l’obiettivo prioritario di un nuovo importante progetto delle tre Università della Toscana (Pisa, Firenze e Siena) e a cui sono già stati interessati i Comuni...
FORTE DEI MARMI. Fermare l’erosione. È l’obiettivo prioritario di un nuovo importante progetto delle tre Università della Toscana (Pisa, Firenze e Siena) e a cui sono già stati interessati i Comuni di Forte dei Marmi e di San Vincenzo. Progetto che è stato presentato ieri al governatore Rossi e ai tecnici della Regione. A darne l’annuncio Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi, l’associazione che dal 1999 chiede di fermare tutte le opere a mare, finché non ci sia uno studio comprensoriale, e visto che tutti gli interventi sinora effettuati non hanno fatto che spostare l’erosione a sud.
«Finalmente - proseguono i Paladini - attraverso un’iniziativa del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, è stata sancita, per la prima volta, la condivisione dei dati riguardanti la gestione delle coste della Toscana, dove le soluzioni ad oggi applicate hanno portato, secondo il prof. Giovanni Sarti coordinatore del Forum internazionale del mare e delle coste di Forte, a un’eccesiva cementificazione con opere rigide e a una propagazione a domino dei problemi piuttosto che a soluzioni adeguate. I tre atenei hanno messo a disposizione non solo il loro bagaglio scientifico-culturale ma anche le strumentazioni, tra cui alcune soluzioni ingegneristiche avanzate tecnologicamente ma dai costi molto limitati, realizzate allo scopo. Ad esempio - spiegano i Paladini - per il bacino idrografico saranno valutati i fenomeni erosivi che producono sedimento attraverso il monitoraggio delle frane con immagini satellitari e con drone e laser scanner, e sarà studiata la dispersione dei sedimenti in corrispondenza delle foci per mezzo di una telecamera termica basata a terra. Per la costa saranno esaminate la dispersione dei sedimenti attraverso analisi di immagini satellitari e reti di sensori wireless, e l’evoluzione morfologica di spiagge e dune con laser scanner, inoltre sono previste analisi vegetazionali delle dune dirette o con drone, senza dimenticare l’ampliamento di modelli matematici volti a definire l’evoluzione dei litorali. In mare poi verrà studiato il trasporto sedimentario longitudinale e ortogonale a costa, attraverso un’architettura di sensori wireless in mare integrata con un’infrastruttura tecnologica su costa, connessa con un centro di raccolta dati che permetterà di effettuare attività di monitoraggio in tempo reale. Sarà poi utilizzato un Rov sottomarino che permetterà di ricostruire la morfologia del fondale, il recupero di campioni di sedimento, la valutazione dei fenomeni di erosione nella parte sommersa della spiaggia, la valutazione dei fenomeni di insabbiamento alle foci dei principali corsi d’acqua. Nel frattempo - Colacicco - chiediamo che siano bloccate tutte le opere a mare sino a che lo studio non sarà concluso».(r.f.)
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