Sicurezza
Polo nautico, primo passo per le concessioni ai cantieri
Il Comitato portuale accoglie la richiesta dell’imprenditore Giuseppe Balducci Ma passeranno trenta giorni per osservazioni, contestazioni, analisi finanziaria
VIAREGGIO. Trenta giorni di pubblicazione all’albo dell’Authority, poi - se non vi saranno obiezioni, rilievi, opposizioni sostanziali - il subingresso di Giuseppe Balducci nella porzione di concessione Polo Nautico rivendicata passerà all’ultimo vaglio dell’Autorità portuale per il via libera definitivo. Comune, Regione e Provincia - insieme al segretario della stessa Authority, Fabrizio Morelli - hanno discusso a lungo per poi trovare l’accordo su questo iter. Che finisce per allungare l’attesa dell’imprenditore della nautica e apre alle possibili contestazioni all’interno dell’iter burocratico di valutazione complessiva dell’operazione.
L’Autorità - ricorda Umberto Buratti, vice presidente della Provincia che siede nel Comitato portuale - effettuerà anche una valutazione finanziaria dell’operazione proposta. Che Balducci al “Tirreno” riassume così: «Un milione e duecentomila euro per la realizzazione di un capannone su tre piani con spazi per il personale, mensa, uffici per i progettisti, un terzo piano da adibire a show room». Nell’operazione Balducci ha messo anche una barca da 50/60 metri. «Mi devono far lavorare», spiega l’imprenditore che il giorno prima della riunione del Comitato portuale ha inviato all’Authority una lettera: «Se mi ridanno i miei soldi messi in Polo Nautico, me ne vado...Tre fischi in cima al Molo e saluti...Gliel’ho scritto: l’armatore mi chiede un capannone che non sia in affitto per realizzare la barca. Bene: si ricordino tutti che se a Viareggio non si conclude, il rischio è che si vada a Pisa...».
Lo stop dei trenta giorni, insomma, non va giù all’imprenditore che mette le cose in chiaro: «Mi portano avanti per poter dire ora che abbiamo dato la concessione a Balducci, allora dobbiamo fare la stessa cosa con Polo Nautico». Che è il senso dell’affermazione (vedi riquadro in questa pagina) fatta dall’assessore Valter Alberici. «Ma Polo Nautico con me non ha niente a che fare», ribadisce Balducci: «A cominciare dal fatto che io il capannone l’ho pagato, a suo tempo, e che Polo Nautico - invece - non ha tirato fuori un soldo, avendo preso un mutuo del quale, ad oggi, hanno pagato solo gli interessi». Ed è su queste basi che l’imprenditore ha rivendicato per sè la concessione.
«Ampliando la struttura - è ancora Buratti a parlare - l’azienda può lavorare su più barche e creare occupazione». Ma la Fiom-Cgil lo dichiara da tempo, e bastano pochi chilometri in auto per vederlo con i propri occhi, «le barche si fanno all’Ikea», nel senso dei Navicelli. «Solo il tempo dirà se abbiamo fatto la scelta giusta», è la risposta al cronista da parte del vice presidente della Provincia e sindaco di Forte, che da tempo va dichiarando «il porto di Viareggio è il porto della Versilia».
Balducci è invece convinto della strada intrapresa: «Mi hanno chiesto perfino la proiezione dell’andamento dell’azienda sui prossimi sei anni...Mancava solo mi chiedessero la quotazione in borsa. Con questa barca sono sul filo del rasoio nella tempistica, perché l’arrivo a Viareggio è previsto per la fine di maggio...». L’ultima riflessione di uno dei volti storici della nautica italiana - che ha anche presieduto la commissione consultiva dell’Authority - è per Morelli: «L’Autorità portuale regionale di fatto sta già applicando la Bolkestein e nessuno lo dice...». Come nessuno dice- la risposta è inevitabile - che sul bene pubblico di Viareggio, fino ad oggi, si sono consentiti troppi affari privati senza ritorno per la collettività.
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