Il Tirreno

Versilia

La lapide dell’eccidio è tornata a Sant’Anna

di Tiziano Baldi Galleni
La lapide dell’eccidio è tornata a Sant’Anna

La lastra di cinque tonnellate distrutta dalla tempesta di vento dell’anno scorso è stata ricollocata al Monumento Ossario con un elicottero

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STAZZEMA. Un’operazione spettacolare e chirurgica. La grande lapide, di cinque tonnellate, in ricordo alle vittime della strage di Sant’Anna di Stazzema è tornata al proprio posto, sul Colle di Cava, accanto al Monumento Ossario dove riposano i Martiri della strage. È stata trasportata ieri, in volo, dall’aeroporto di Massa con un elicottero da carico Ich-47F (un bimotore in tandem) insieme a una squadra di nove addetti appartenenti all’11° Gruppo Squadroni Ercole del primo Reggimento Aves Antares di Viterbo.

La lapide è stata ricavata da un blocco di Pietra di Cardoso, ed è stata donata dall’Associazione nazionale funzionari di Polizia. Ed è grazie al contributo di tanti cittadini e istituzioni che hanno raccolto fondi per la rinascita del Parco Nazionale della Pace se si è potuto ricollocare la lapide.

A coordinare le operazioni è stato - a titolo gratuito - l’ingegnere Rossano Forassiepi. La piastra monumentale precedente era stata disintegrata dalla tempesta di vento del 5 marzo 2015, era stata posizionata una quarantina di anni fa. Le immagini della lapide ridotta in mille pezzi, accanto allo sconsolato Enrico Pieri, superstite di Sant’Anna, destarono commozione. «Collocare una nuova lapide con i nomi dei Martiri di Sant'Anna era un preciso dovere sentito da me e da tutta l’amministrazione comunale - ha commentato il sindaco Maurizio Verona - abbiamo mantenuto l'impegno, grazie al sostegno di tanti cittadini, enti, istituzioni, associazioni, ditte: grazie a tutti. In particolare alla ditta DaVi per aver donato il blocco di Pietra di Cardoso: è la pietra tipica dello stazzemese e per tutti noi è importante che la lapide sia di questo materiale. Grazie alla Campolonghi che ha lavorato il blocco e preparato la lastra, senza richiedere alcunché».

L’elicottero dell’Esercito è decollato dall’aeroporto di Massa-Cinquale attorno alle 12,30 e dopo un quarto d’ora di volo è arrivato a Sant’Anna, muovendosi lentamente. È stato seguito il corso del fiume Versilia per poi dirigersi verso il Colle di Cava. Nelle settimane precedenti era stato predisposto il nuovo basamento, più grande del precedente e pronto a sfidare lo scorrere del tempo e le intemperie. Su entrambi i lati della lapide sono incisi oltre 400 nomi delle vittime della strage di Sant’Anna. Le operazioni di discesa della lapide sono durate una decina di minuti: è servita una precisione chirurgica da parte dei militari che hanno dimostrato grande professionalità e preparazione. Quando la lapide ha toccato terra ed è entrata nel basamento, è scattato spontaneo l’applauso, soffocato dal vento e dal forte rumore dei potenti rotori dell’elicottero.

La lapide sarà inaugurata ufficialmente lunedì 25 aprile alle 15,15, durante la cerimonia per il settantunesimo anniversario della Liberazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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