Il Tirreno

Versilia

dopo la sentenza d’appello

L’avvocato di Mallegni presenta oggi ricorso in Cassazione

L’avvocato di Mallegni presenta oggi ricorso in Cassazione

PIETRASANTA. Parla di «sentenza d’appello al limite della fantascienza» e annuncia per questa mattina il deposito del ricorso in Cassazione l’avvocato Sandro Guerra, difensore del sindaco Massimo...

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PIETRASANTA. Parla di «sentenza d’appello al limite della fantascienza» e annuncia per questa mattina il deposito del ricorso in Cassazione l’avvocato Sandro Guerra, difensore del sindaco Massimo Mallegni nella lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 2006. «Non paga Mallegni e non paga il Comune», precisa il legale: «Perché rinuncerò ai miei onorari».

I reati sui quale la Corte d’Appello si è espressa sono quelli della condanna in primo grado (Tribunale di Lucca): abuso d’ufficio e corruzione impropria. Perché - è una delle questioni che Guerra solleva - «dalla sentenza è letteralmente scomparsa la violenza privata che pure era stata oggetto di condanna in primo grado».

Reati «residuali» (ed oggi prescritti) come da definizione dei giudici dell’appello nelle motivazioni della sentenza, rispetto all’insieme dei capi d’accusa formulati dall’allora pm Domenico Manzione, definiti dalla Corte «impianto accusatorio che non trova conferma».

Nel motivare il ricorso in Cassazione, l’avvocato Guerra pone particolare evidenza sul reato di corruzione impropria, derivante dalla vicenda del rapporto tra Massimo Mallegni (all’epoca dei fatti sindaco come oggi) e l’imprenditore Giuliano Baldini. I giudici fiorentini confermano il reato pur prescritto. Ma il difensore riporta l’attenzione sul processo di primo grado: «Dagli accertamenti della guardia di finanza emerse che a pagare il soggiorno non fu Baldini ma il Casinò di Venezia». Che, a sua volta - così nella sentenza del Tribunale di Lucca - «offriva a Baldini il soggiorno in ragione delle sue frequentazioni». Il delitto di corruzione impropria vigente all’epoca dei fatti - spiega l’avvocato nel proporre ricorso - «richiedeva un rapporto di proporzione tra dazione e controprestazione. Nel caso Mallegni-Baldini è pacifico, perché ha dovuto ammetterlo lo stesso primo giudice, che a fronte dell'aiuto ipoteticamente prestato dal sindaco Mallegni - quello che avrebbe poi consentito l'edificazione di oltre 11.000 metri quadri di superficie utile - Baldini avrebbe "ringraziato" il pubblico ufficiale con due "biglietti omaggio" ed un soggiorno, per i quali niente ha pagato».

Donatella Francesconi

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