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Versilia

Un dono di Barsanti al popolo viareggino

Un dono di Barsanti al popolo viareggino

La Villa nasce per volontà della duchessa di Lucca Maria Luisa di Borbone. E’ lei, nel 1820, a incaricare l’architetto Lorenzo Nottolini dello studio sul progetto. Quattro anni dopo, con la morte...

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La Villa nasce per volontà della duchessa di Lucca Maria Luisa di Borbone. E’ lei, nel 1820, a incaricare l’architetto

Lorenzo Nottolini dello studio sul progetto.

Quattro anni dopo, con la morte della duchessa, tutto passa nelle mani del figlio Carlo Ludovico, duca di Lucca, che però abbandona i progetti monumentali della madre.

«A partire dal 1844 - si legge sul sito di Villa Borbone - vengono edificati i diciassette cascinali per alloggiare i contadini della tenuta in cui venivano coltivate viti e pioppi».

E’ Carlo III che, su progetto dell’architetto Giuseppe Gheri, farà costruire la cappella dedicata a San Carlo Borromeo.

Durante la prima guerra mondiale, la villa viene requisita come proprietà nemica, in quanto austriaca, e adibita a comando del Balipedio (usato per le esercitazioni) dalla marina militare. «Successivamente - ancora dal sito ufficiale della Villa - viene restituita ai legittimi proprietari», che lì abitano fino al 1985: anno in cui la proprietà

è acquistata da Benvenuto Barsanti che, a sua volta, la dona al popolo di Viareggio affidandone la custodia al Comune. A Barsanti è dedicata la targa in marmo, datata 8 aprile 1990, affissa sulla facciata della Villa. E’ a nome dei viareggini, in segno di riconoscenza per quella donazione “a duratura memoria ed esempio per le generazioni future”.

Nel 2005 il Comune compra

anche la cappella dove si trovano le tombe monumentali di Carlo III duca di Parma e di altri membri della famigia Borbone.

Con questo ultimo passaggio, il complesso monumentale viareggino, nel parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, viene riunificato.

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