Il Tirreno

Versilia

Carnevale condannato per il caso Libecciata

Carnevale condannato per il caso Libecciata

Dovrà pagare 39mila euro di risarcimento per l’utilizzo del nome

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Trentamila euro di risarcimento. Più altri novemila euro di spese legali. E' quanto dovrà versare la Fondazione Carnevale nelle casse dell'associazione La Libecciata per aver indebitamente utilizzato la denominazione Nuova Libecciata per la banda musicale sfilata durante il Carnevale 2010. A stabilirlo è la sentenza pronunciata dal tribunale civile di Firenze al termine della lunga causa che ha visto opposti a colpi di carte bollate l'associazione presieduta da Patrizia Lippi da una parte e la Fondazione dall'altra. I giudici fiorentini, alla fine, hanno dato ragione alla Libecciata certificando nella sentenza che è stato utilizzato indebitamente un marchio registrato, anche se hanno sensibilmente ridimensionato la cifra inizialmente richiesta a titolo di risarcimento, scesa dai 266mila euro inizialmente pretesi ai 39mila euro effettivamente concessi.

La "querelle", lo ricordiamo, nacque quando in occasione del Carnevale 2010 la Fondazione decise di mettere in piedi una nuova banda ufficiale del Carnevale di Viareggio dopo che il tentativo di riconciliare le due bande musicali che in precedenza volevano fregiarsi del nome di Libecciata (quella presieduta da Patrizia Lippi e quella capeggiata dal maestro Antonio Bertozzi) fallì. La Fondazione, all'epoca presieduta da Nanni Maglione, decise allora di dare vita ad una terza banda alla quale fu data la denominazione di Nuova Libecciata. E che sfilò - con tanto di stendardo storico - in occasione della cerimonia di apertura del Carnevale 2010.

L'associazione "La Libecciata" - che in precedenza aveva registrato il nome - chiese l'intervento della magistratura. Alla vigilia del primo corso il Tribunale, in attesa del processo, stabilì così che la Fondazione non avrebbe potuto utilizzare il termine "Libecciata", pena una sanzione di 5mila euro per ciascuna infrazione.

Successivamente, con una sentenza del Tribunale di Firenze, i giudici dettero ragione all'associazione di Patrizia Lippi (verdetto al quale la Fondazione Carnevale decise di non opporsi). Nel frattempo dalla Fondazione Carnevale partirono segnali di pace all'indirizzo dell'associazione "La Libecciata". Per chiudere definitivamente la questione ed evitare ulteriori strascichi, infatti, fu avanzata una proposta di accordo in base alla quale la Fondazione - fra le altre cose - rinunciava definitivamente alla denominazione "Libecciata" e garantiva la presenza della banda presieduta da Patrizia Lippi a tutti e cinque i corsi mascherati (con un compenso di 800 euro per ciascuna sfilata). Ma il tentativo di conciliazione non andò in porto. E dopo alcuni mesi dalla sentenza del Tribunale che le dava ragione, l'associazione "La Libecciata" decise di presentare il conto al Carnevale, chiedendo un risarcimento di 266mila.

Una cifra che veniva fuori da una serie di complessi calcoli legati all'uso illegittimo della denominazione "Libecciata" da parte della Fondazione. Contestando ad esempio alla nuova banda ufficiale del Carnevale di aver sì rinunciato allo stendardo storico utilizzato in occasione della cerimonia di apertura, ma al tempo stesso di essere sfilata con la scritta "Libecciata" impressa sui tamburi. La parte più consistente della richiesta danni riguarda però il sito ufficiale della Fondazione Carnevale. Che, secondo quanto riportato nell'atto di precetto, avrebbe ospitato un link della Nuova Libecciata dal 16 febbraio al 30 marzo. Per i quarantacinque giorni in cui è comparsa la scritta, l'associazione La Libecciata reclamava infatti la bellezza di 225mila euro (ovvero cinquemila euro per ciascuno dei 45 giorni in cui il link è rimasto attivo).

Su questo calcolo, però, la Fondazione Carnevale - tutelata dagli avvocati Alessandro Pasquini di Massa e Cristiano Giovannelli di Pistoia - è riuscita almeno in parte a confutare le tesi dell'associazione "La Libecciata". Tanto che il risarcimento è stato calcolato in 30mila euro comples-sivi. Più i 9mila euro di spese legali. Una somma consistente, ma certamente molto inferiore rispetto alle pretese iniziali.

Naturalmente quella pronunciata dai giudici di Firenze è ancora la sentenza di primo grado. E la Fondazione Carnevale sta valutando se presentare o meno ricorso in appello. La partita, dunque, non può ancora dirsi conclusa. Di certo, però, questo primo pronunciamento resta un punto fermo dal quale ripartire nel prosie-guo della battaglia legale fra Libecciata e Fondazione. E, fra le conseguenze, dovrebbe paradossal-mente liberare anche nuove risorse per il Carnevale. Da tempo sono infatti giacenti su un conto cor-rente pignorato 400mila euro che dovevano servire a garanzia del risarcimento. E che, almeno in par-te, adesso potrebbero essere svincolati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa