Sicurezza
Piscina, la riapertura è ancora un miraggio
Niente intesa tra Comune e curatore sulla gestione provvisoria
VIAREGGIO. Dal nuoto al ping pong, il passo è breve. Almeno quando si parla della piscina comunale di Viareggio, chiusa il 5 aprile scorso. A passarsi la palla sulla gestione provvisoria dell’impianto - che consentirebbe di riaprire le vasche per finire la stagione - sono il Comune e il curatore fallimentare della Patrimonio Viareggio.
L’assessore al bilancio, Laura Servetti, era stata chiara giovedì scorso, in commissione sport. La manifestazione di interesse per prolungare fino a giugno l’apertura della piscina, diceva la Servetti, «è allo studio. L’ho mandata al curatore della Patrimonio perché non possiamo decidere noi senza avere l’assenso della curatela. Appena avremo un sì, la manifestazione verrà pubblicata».
Già il 7 aprile scorso, due giorni dopo la chiusura dell’impianto in Darsena, il Comune, tramite una nota ufficiale, annunciava «l’avvio di una procedura esplorativa per individuare soggetti interessati alla gestione della piscina: nei prossimi giorni - si legge nella nota del 7 aprile - verrà pubblicato un avviso, con i tempi e le condizioni che verranno definiti in accordo con la curatela». Sono passati 18 giorni dall’annuncio dell’amministrazione, e quanto promesso tarda ad arrivare.
Ieri mattina l’assessore Servetti ha ribadito di essere «in attesa della decisione del curatore». Ma il curatore fallimentare, Donato Bellomo, è di tutt’altro avviso. «Il bene - dice Bellomo sulla piscina - è a disposizione per una gestione comodataria, chiaramente senza oneri per la Patrimonio. Il Comune può pubblicare l’avviso quando vuole». L’unica bozza di manifestazione d’interesse arrivata sul tavolo della curatela, è quella di giovedì 14 aprile. Nello stesso giorno in cui si è svolta la commissione sport in cui l’assessore Servetti ha detto di aspettare il sì del curatore.
Bellomo però, come spiega lui stesso, non ha impiegato molto a rispondere.
La bozza in questione prevedeva l’esclusione di qualsiasi forma di contributo pubblico e, al punto 3, chiariva che l’unica controprestazione a favore del concessionario, consisterà nel gestire e sfruttare economicamente l’attività nel periodo indicato nell’eventuale bando di gara, comunque non superiore ai 30 anni, con possibilità per il gestore di adottare tariffe in maniera autonoma.
La curatela ha rimandato la bozza al mittente poche ore dopo averla ricevuta, «con la considerazione che nella manifestazione d’interesse dovesse essere riconosciuto un tempo tecnico di comodato compatibile con la procedura in corso». In sostanza, con tutti i nodi ancora da sciogliere, e in vista di una gestione provvisoria dell’impianto, il limite temporale a 30 anni, risulta incompatibile con il fallimento, non sapendo ancora che fine farà l’impianto.
«Il bene - ripete Bellomo - è a disposizione. Sulla manifestazione di interesse, loro (il Comune, ndr) non devono condividere nulla. Noi valuteremo una volta trovati gli interessati, ma loro possono pubblicare ciò che vogliono già da subito».
Dopo la bozza inviata giovedì scorso, niente altro è arrivato al curatore. E in una telefonata di pochi giorni fa, Bellomo ha ribadito all’assessore Servetti - che chiedeva cosa fare con l’avviso- di «pubblicarlo, ma senza creare incompatibilità nei vincoli temporali». L’avviso però, si fa ancora attendere.
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