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Versilia

Del Dotto scrive al ministro: i quadri tornino in Versilia

di Stefano Taglione
Del Dotto scrive al ministro: i quadri tornino in Versilia

Il sindaco di Camaiore invia una lettera a Dario Franceschini «I dipinti rubati dai nazisti devono stare nel museo civico»

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CAMAIORE. Il sindaco Alessandro Del Dotto chiede di riportare a Camaiore i quadri ritrovati. Lo fa con una lettera indirizzata al ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini.

I tre dipinti furono rubati dai nazisti a Villa Cavanis, la splendida dimora oggi di proprietà dell’omonimo istituto religioso che, durante la Seconda guerra mondiale, fu occupata dalle truppe tedesche per essere utilizzata come base versiliese. Le tre tele rinascimentali - recuperate dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale - si trovano ora alla Pinacoteca di Brera, a Milano, e sono in attesa di essere restaurate. Il loro valore è inestimabile. La prima raffigura la “Trinità” ed è stata attribuita al pittore fiorentino Alessio Baldovinetti, la seconda riguarda la “Circoncisione - presentazione di Gesù al Tempio” ed è del maestro veronese Girolamo Dai Libri, mentre l’ultima, presumibilmente di Cima da Conegliano, è una classica “Madonna col Bambino”.

Si trovavano appese in due appartamenti milanesi. Non è noto come ci siano arrivate. Si sa solo che nel 1940, il prefetto di Lucca, ordinò il sequestro dei beni della famiglia Borbone-Parma e che i tre quadri furono portati, insieme ad altri, nel castello di Dornsberg, in Alto Adige.

La speranza espressa dal primo cittadino camaiorese è di poter accogliere le opere con una festa a Capezzano Pianore, prima della definitiva collocazione nel Museo civico di arte sacra di Camaiore, struttura che ospita una ricchissima collezione d’arte cristiana della zona, con testimonianze che vanno dall'epoca medievale fino a quella moderna, come il famosissimo arazzo di scuola fiamminga e la Vergine annunciata policroma in legno di Matteo Civitali. L’edificio, fra l’altro, è stato teatro di importanti esposizioni tematiche, due su tutte “Leonardo e la pulzella di Camaiore” e la recente “Ex Tracto, disegni ed opere di Riccardo Tommasi Ferroni”, vero e proprio punto di riferimento del sistema culturale locale. Il sindaco ha motivato la richiesta, volta al rientro dei dipinti, sulla base di due esigenze: infondere cultura e valorizzare l’esercizio della memoria.

Secondo quanto riportato da Alessandro Del Dotto, infatti, il furto messo a segno dai nazisti a Villa Le Pianore è tutt’ora vissuto come un segnale del «senso dell’abuso, della violenza, dell’illiberalità e dell'inciviltà perpetrati in questa terra». Un episodio che si affianca a quello di «formelle di marginette votive, firmate dagli allievi dei più grandi e importanti artisti del Quattrocento e Cinquecento toscane». La restituzione di questi quadri alla comunità di Camaiore, e più in generale alla Versilia, a parere del primo cittadino potrebbe essere un modo «per aprire uno degli armadi della vergogna», puntando lo sguardo sulle razzie commesse da «una manica di delinquenti e criminali al patrimonio culturale della terra che l’aveva in custodia».

@taglions

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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