Il Tirreno

Versilia

Commissione: quello che ho detto

Gentile direttore, sul Tirreno di ieri è stato pubblicato un articolo che ritengo privo di qualsiasi fondamento che associa mie dichiarazioni a fatti con i quali non hanno niente a che vedere....

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Gentile direttore,

sul Tirreno di ieri è stato pubblicato un articolo che ritengo privo di qualsiasi fondamento che associa mie dichiarazioni a fatti con i quali non hanno niente a che vedere. Dichiarazioni per altro “rubate” al termine di una commissione che riguardavano questioni private inerenti al mio studio professionale. Durante la commissione ho solo dichiarato che, come in ogni fallimento, la procedura prevede che venga fatta una relazione da parte del curatore, relazione che viene inviata al Pm che valuterà la sussistenza di ipotesi di reato o meno: da lì ad affermare che ci sia un Pm dedicato, il passo non è così immediato. Non solo, il Tirreno ha colto una battuta fatta da me al mio collega e consigliere David Zappelli, in merito ad alcuni atti che conservo in una chiavetta Usb. Atti che sottolineo sono privati e riguardano il lavoro del mio studio legale. Il Tirreno commette una serie infinita di errori: dichiara che nella chiavetta io avrei atti delle indagini penali, per altro di un procedimento che sembrerebbe ancora aperto: è gravissimo accusarmi di avere gli atti riservati di un nucleo di polizia giudiziaria. Mi attribuisce uno sdegno per il rifiuto del giudice di acconsentire ad attività di indagine (intercettazioni e perquisizioni nell'ambito delle attività di indagine del nucleo dei carabinieri): non ho mai dichiarato nulla di simile né in pubblico, né in privato. Cosa ancora più grave fa poi sottintendere che io sarei in possesso di altri atti passibili di denuncia penale, che avrei, a suo dire, recuperato da quando sono tornata in Comune. Oltre che un avvocato io sono anche un pubblico ufficiale, quindi, con un preciso obbligo di denunciare se venissi a conoscenza di atti costituenti potenziali reati o illeciti.

Laura Servetti, assessore

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Mi spiace che un articolo documentato e privo di animosità sia stato così malamente compreso. La chiavetta mostrata in commissione contiene alcuni atti e il Tirreno non ha mai inteso sostenere che si tratti di materiale segreto o procurato in maniera illecita. Se l’assessore così lo ha letto, me ne dolgo. Il gesto fatto in commissione è stato un momento forte che richiamava, così è parso, un bisogno di giustizia. Lo abbiamo sottolineato. (om)

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