La psicologa: attenzione, punire e basta non serve
«La prima cosa da tener presente in certi casi, è che si tratta di adolescenti: in questa fase ciò che attira di più è l’assunzione dei rischi, riconducibile al controllo dell’affettività che è in...
«La prima cosa da tener presente in certi casi, è che si tratta di adolescenti: in questa fase ciò che attira di più è l’assunzione dei rischi, riconducibile al controllo dell’affettività che è in divenire». Sul caso delle cinque ragazze fermate a Lucca dopo i furti di domenica, la dottoressa Roberta Natucci, psicologa dell’ospedale Versilia, avverte: «In queste situazioni, il genitore è portato a punire e basta, invece occorre anche discutere sul perché il proprio figlio è arrivato a certi comportamenti». E spiega: «Queste azioni possono anche essere strategie per attirare l’attenzione dell’adulto o per metterlo in difficoltà. A livello di gruppo, c’è sempre un leader, e i pari fanno quello che il leade dice per essere accettati e per la paura di venire emarginati. I processi affettivi inoltre, rendono le ragazze molto arrendevoli alle gratificazioni immediate anche se - prosegue la responsabile del Versilia - rubare è comunque un atto di aggressività. In questi casi giocano un ruolo molto importante la scuola e la famiglia. I genitori non possono ignorare o punire e basta, ma devono mettersi in discussione per primi». B.F.
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