Finanza
IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE
VIAREGGIO. Oltre centomila (133.607) i versiliesi chiamati al voto per il referendum sulla durata delle trivellazioni in mare. Divisi sui sette Comuni, con il maggior numero di aventi diritto al voto...
VIAREGGIO. Oltre centomila (133.607) i versiliesi chiamati al voto per il referendum sulla durata delle trivellazioni in mare. Divisi sui sette Comuni, con il maggior numero di aventi diritto al voto concentrati su Viareggio (49.790 elettori). Seguito a ruota da Camaiore (26.308), Pietrasanta (19.681) e Massarosa (18.230).
Alle 23, orario fissato per la chiusura dei seggi, l’affluenza al voto è risultata così suddivisa: Viareggio 32,54%, Seravezza 32,09%, Forte dei Marmi 31,98%, Massarosa 31,05%, Pietrasanta 30,69%, Camaiore 30,08%, Stazzema 27,30%. Un dato che, rispetto a quello nazionale, vede la stessa tendenza nel non raggiungimento del quorum.
Sorprendente il risultato di Forte: penultimo tra i Comuni versiliesi nella lista del numero degli aventi diritto (6.219, di cui il 54% donne) si è piazzato al terzo posto come percentuale di chi si è recato ai seggi.
Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente, senza casi particolari, disservizi, o discussioni ai seggi. Solo a Viareggio, nei giorni tra la nomina di presidenti e scrutatori e l’insediamento dei seggi stessi, si sono verificate numerose defezioni da parte dei presidenti nominati, che sono stati dunque sostituiti.
La vicenda del voto per le amministrative 2015, con il ricorso al Tar ancora pendente e comprensiva di schede vidimate e non votate scomparse dalla sezione numero due, evidentemente è un tema ancora “caldo” quando si tratta di urne a Viareggio.
Un episodio particolare è quello segnalato su Facebook, pagina del gruppo “Viareggio Mia”, da Nello Patalani.
Che racconta: «Erano le 14,30 e con mia moglie ci rechiamo al seggio per votare. Un seggio di Torre del Lago. Nella sezione erano presenti due persone addette alle votazioni. Una che controlla il registro ed una che consegna le schede per votare.Entra mia moglie, ci sono tre cabine per esercitare il voto, e ottiene scheda e lapis per votare. Poi esce. Dopodichè, mentre resto sulla porta attendo di essere invitato ad entrare, ma non mi considerano... Passa un po' di tempo e capisco il perché: dovevo attendere l'arrivo dell'altra addetta al registro che era andata in bagno. Di registri ce n'è uno per i maschi e uno per le femmine». Così la risposta ricevuta - conclude Patalani nel racconta l’esperienza fatta - «quando ho chiesto come mai non potevo entrare prima, per votare, visto che non c'erano altri elettori e c'erano tre cabine a disposizione. Viva lo snellimento delle pratiche...».
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