Italia
Referendum trivelle, al seggio a 104 anni: "Non ho mai saltato l'impegno del voto. E non sono ancora rimbecillito..."
Viareggio: Giorgio Michetti ha salito le scale della scuola elementare Lambruschini, nel centro di Viareggio e si è presentato, come da decenni, alla sezione 1. Alle 12 in Toscana affluenza dell'8%
VIAREGGIO. Poco prima delle dieci e mezzo, ha salito le scale della scuola elementare Lambruschini, nel centro di Viareggio, a poche centinaia di metri dal municipio. E si è presentato, come da decenni, alla sezione 1. “Buongiorno, sono venuto a votare”. A 104 anni. Al mare ci andrà dopo, a prendere una buona boccata d’aria. Prima vuole dire la sua sul referendum delle trivelle. Con gesti familiari, Giorgio Michetti ha mostrato la tessera elettorale e la carta di identità, ma è stato bloccato. “Lei qui non c’è”. “Impossibile. Ho sempre votato qui”. Pacato, ma risoluto. A 104 anni, alcune certezze si sono acquisite.
Non si è scomposto, Giorgio Michetti. Al seggio, in effetti lo conoscono tutti. Non solo perché non ha mai mancato un appuntamento elettorale. E’ un artista raffinato, che ha attraversato il Novecento per mano a Mario Monicelli e Mario Tobino, gli amici di sempre. Strizzando l’occhio a Luciano Zacconi, l’amico scenografo, figlio di Ermete, il grande attore verista. Ha vissuto a Milano e girato il mondo, ma non ha mai abbandonato la residenza e la tessera elettorale di Viareggio. Soprattutto non ha mai voluto saltare un’elezione. Due guerre vissute in prima persona, il prezzo della democrazia pagato senza sconti, lo portano alle urne a ogni occasione. Il referendum sulle trivelle non fa eccezione.
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Si presenta al seggio di sempre, con la nipote Cristina Francesconi, ma sale le scale senza problemi. E si ritrova, quindi, alla sezione 1. Alle prese con il giallo. “Lei qui non c’è”. In effetti, c’è e non c’è. E’ ancora nelle liste elettorali, ma è stato spostato alla sezione 3. Un gesto di cortesia e di legge. La sezione 3 è a piano terra e visto che la scuola non ha ascensore è meglio per le persone che potrebbero non aver facilità a montare le scale. Certo non è il caso di chi ha 104 anni e si muove con agilità, ma a qualcuno più giovane magari le scale senza ascensore qualche problemino potrebbero anche causarglielo. E visto che le barriere architettoniche sono in impedimento al voto… ecco che il pittore si ritrova alla sezione a piano terra. Nessun intoppo, dunque.
Michetti scende le scale e si mette in coda davanti alla sezione 3, in attesa del turno. E risponde con gentilezza anche alla domanda: “Perché qui a votare, a 104 anni?”: “Perché non ho mai mancato una volta a questo impegno. E non sono mica ancora rimbecillito”.
È la formula semplificata, forse più diretta, della risposta data da Enrico Rossi, presidente della Regione, all’uscita del seggio. Sono andati a votare più o meno alla stessa ora, Rossi e Michetti. Entrambi non hanno mai saltato un appuntamento con le urne. Perché lo considerano un diritto e un dovere. Rossi lo ricorda citando l’articolo 48 della Costituzione italiana: “Il voto è personale e uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è un dovere civico”.
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