Il Tirreno

Versilia

Piscina salvata solo dal fallimento Patrimonio

di Donatella Francesconi
Piscina salvata solo dal fallimento Patrimonio

Le parole dell’assessore Laura Servetti nella riunione della commissione sport Sette impianti a gara: l’offerta per le manutenzioni sarà quella vincente

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VIAREGGIO. «Se non viene mantenuto il fallimento della Viareggio Patrimonio, il giorno dopo la piscina viene venduta perché c'è già un'ipoteca consolidata», è la dichiarazione di Laura Servetti, assessore al bilancio, nella riunione della commissione sport, giovedì pomeriggio. L’ipoteca è quella accesa dalla Ninfea Torrelaghese che dalla Viareggio patrimonio rivendica 120.000 euro. Un percorso, quello intrapreso dalla società che ha a lungo gestito lo stadio Ferracci di Torre del Lago che non ha trovato opposizione da parte di chi, nel tempo, ha amministrato la Patrimonio oggi in fallimento. L’ipotesi formulata da Servetti è collegata alla sentenza, attesa da parte della Corte d’Appello di Firenze, in merito ai reclami presentati contro la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Lucca.

Se, invece, la sentenza confermerà il fallimento («l’ha chiesto liquidatore Marco Marchi», ha sottolineato Servetti), in questo caso - sono ancora le parole dell’assessore - «il curatore fa l’elenco dei beni disponibili, quei beni lì sono aggredibili ed il Comune fa azione di rivendica».

Nel corso della commissione Servetti è entrata nel merito del bando per i sette impianti che sono tornati dalla Patrimonio al Comune. La delibera di esternalizzazione delle gestioni andrà in consiglio comunale il 22 aprile e la pubblicazione del bando - così l’intenzione dell’amministrazione Del Ghingaro - è fissata per il 27. La delibera - ha risposto l’assessore alle domande dei consiglieri in commissione - «prevede il mandato al dirigente affinché prepari i bandi per i sette impianti. Bandi che non possano dal consiglio comunale, ma sono atti del dirigente». I margini per eventuali modifiche, dunque, sono molto ridotte.

Tre i principi al centro del bando: l’offerta dei candidati alla gestione per quanto riguarda le manutenzioni, ordinarie e straordinarie, e la messa a norma; il progetto per la valorizzazione futura degli impianti stessi; la liberalizzazione delle tariffe. «Chiediamo interventi anche sulla straordinaria manutenzione - sono le parole di Servetti - e l’amministrazione ne terrà conto per quanto riguarda il periodo di affidamento e l'importo che l'amministrazione chiede per la gestione». Insomma, «a seconda delle proposte ci sarà una parte più o meno lungo in cui il gestore non verserà un centesimo».

«Ma c’è una base logica per la messa a norma?», hanno chiesto i consiglieri Poletti (Pd), Trinchese (Lega), Troiso (Gruppo misto): «Si farà un computo di massima e gli interessati alla gestione sanno in che condizioni si trovano gli impianti...». Come a dire che al di fuori degli attuali gestori, difficilmente alla porta del bando busserà qualcuno...

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