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Paradisi fiscali: spunta il nome dello chef versiliese dei vip

di Matteo Tuccini
Paradisi fiscali: spunta il nome dello chef versiliese dei vip

Henri Prosperi nell'elenco pubblicato dall'Espresso. Ma lui nega tutto: «Non ho mai fatto cose del genere»

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VIAREGGIO. Per tutti i media italiani che si stanno occupando del caso Panama è “lo chef”. E lui non è davvero un cuoco qualunque, come suggerisce l’articolo determinativo. Nel curriculum di Henri Prosperi, 45 anni, italo-lussemburghese e versiliese di adozione dopo quasi vent’anni di lavoro nei locali top della zona, c’è la stella Michelin conquistata a Viareggio, all’apice della fama: era il 2010, l’epoca del suo ristorante “Henri” nel cuore della città. Ora il suo nome spunta nelle carte di Panama, o “Panama Papers”, che dir si voglia. Documenti trafugati e pubblicati da grandi testate - in Italia lo ha fatto l’Espresso - che stanno scatenando un caso internazionale.

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I Panama Papers sono un elenco di nominativi di persone - politici, imprenditori, professionisti - che si sarebbero avvalsi dello studio legale Mossack Fonseca per la costituzione di società all’estero, in genere in paradisi fiscali, dove depositare soldi o beni. Una procedura perfettamente legale, a meno che la provenienza dei soldi non lo sia. Per intendersi, è legale se il denaro arriva da provenienze chiare e conosciute al Fisco. Non lo è se arriva da affari poco puliti o da evasione delle tasse. Anche perché ci sono Paesi dove l’assenza di controlli veri può dare la possibilità di riciclare, cioè ripulire, denaro sporco per rimetterlo in circolazione. Ma sull’origine del denaro le carte di Panama non dicono niente. Perciò è difficile, almeno per il momento, fare elucubrazioni sui nomi che l’Espresso ha pubblicato e sta pubblicando.

Sta di fatto che nelle carte panamensi c’è anche Prosperi, lo chef. Secondo quanto riportano i documenti, lui sarebbe titolare di una società, la Kafu&Partners, con sede nelle Isole Vergini Britanniche (un luogo meraviglioso, a giudicare dalle immagini, tra Cuba e l’America del Sud). Le Isole Vergini Britanniche sono un paradiso fiscale, come si dice in gergo, cioè un luogo dove la tassazione è inesistente o quasi. Lui, però, nega tutto. Tramite il suo legale di fiducia, l’avvocato viareggino Gabriele Parrini, fa sapere che questo mondo non gli appartiene. «Non ho mai fatto cose del genere e non mi sono mai rivolto a qualcuno, né allo studio Mossack Fonseca né ad altri, con l’obiettivo di farle», afferma Prosperi tramite il suo avvocato. Lo chef è sbigottito per la vicenda, e non ha idea del perché il suo nome sia finito in quelle carte. Poi smentisce categoricamente quanto riportato nei Panama Papers, e cioè che la costituzione della società offshore alle Isole Vergini risalirebbe a un periodo di sua permanenza a Mosca, «dove non sono mai stato». E annuncia di aver dato mandato all’avvocato Parrini «per tutelare la mia immagine in questa vicenda».

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Un’immagine che arriva da lontano, costruita con amore e pazienza. Henri Prosperi, che oggi lavora in Germania dopo aver concluso di recente l’avventura alla Taverna del Pirata di Torre del Lago, resta un’eccellenza della ristorazione, versiliese e non solo. Nato in Lussemburgo, è in Italia - suo Paese d’origine - che cresce professionalmente e diventa famoso. Alla fine degli anni Novanta, non ancora trentenne, approda alla corte di Lorenzo a Forte dei Marmi: come allenarsi a correre provando sulla Ferrari. Siamo al top: Henri fa il sommelier e vede passare il meglio della ristorazione e della clientela vip. Memorabile la serata con Robert De Niro nell’agosto del 2003. Dopo un’esperienza così straordinaria e gratificante, decide di tentare l’avventura personale: apre il ristorante-enoteca con il suo nome in via Fratti, cuore di Viareggio. Lì avviene il decollo, soprattutto quando trasloca nel secondo fondo (a pochi metri dal primo). Nel 2010 conquista la stella Michelin: tra i suoi ospiti George Clooney e Luca di Montezemolo. La voglia di sfida gli fa tentare il rilancio dell’Oca bianca in Darsena, nome storico della ristorazione viareggina. Ma l’esperimento non riuscirà. Henri, a quel punto, prende in gestione la Taverna del Pirata, locale di proprietà di Athos Pastechi a Torre del Lago. Anche lì intrattiene numerosi ospiti vip. Dopo due anni, alla fine del dicembre scorso decide di lasciare. Ora è in Germania e lavora ancora nella ristorazione con i fratelli. Là gli è arrivata l’èco di una notizia che mai avrebbe voluto avere.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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