Gioco
Rivoluzione sulle spiagge La Regione: no ai subaffitti
Ecco le linee guida nel caso in cui la Corte di giustizia europea darà il via alle gare Premi ai progetti migliori e indennizzi per i concessionari che perdono l’attività
VIAREGGIO. Rivoluzione in arrivo sulle spiagge. È quella che si aspettano tutti - compresi i balneari che pure non gradiscono - con la sentenza della Corte di giustizia europea, prevista a maggio (salvo sorprese). E così la Regione ha varato una serie di linee guida, nel caso in cui le spiagge vengano messe a gara pubblica, per trovare un punto di equilibrio. Che - secondo Firenze - si regge su tre capisaldi: premi ai progetti migliori, divieto di subaffitto (ma non è chiaro se si tratti dello stabilimento balneare o delle attività connesse) e indennizzi a chi perde il bagno nella procedura di selezione.
Si tratta di tre obiettivi da raggiungere - spiega la Regione - «per rispondere alle esigenze dei titolari di stabilimenti balneari che, in virtù della direttiva europea Bolkestein, potrebbero veder messe all’asta le proprie concessioni demaniali. La proposta di legge “Disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime” all’esame delle commissioni in Consiglio regionale Ambiente e Sviluppo economico - prosegue una nota - prevede il divieto di subconcessione delle attività, la preferenza a progetti che puntano alla valorizzazione paesaggistica. E il diritto a un indennizzo pari al 90 per cento del valore dell’azienda (così come risulterà da una perizia fatta da un professionista nominato dal Comune e pagato dal concessionario originario), in caso di assegnazione della concessione ad un soggetto diverso dal precedente titolare».
Il testo, illustrato in commissione Sviluppo economico presieduta da Gianni Anselmi (Pd), ha ottenuto il parere secondario favorevole della commissione Ambiente, guidata da Stefano Baccelli (Pd). D’accordo Pd, Sì-Toscana a sinistra; contrario il Movimento 5 stelle, astenuta la Lega.
L’intervento legislativo riguarda la Bolkestein, in particolare la possibilità che la sentenza della Corte di giustizia europea - attesa a maggio - faccia decadere le concessioni demaniali marittime. Decretando fuorilegge tutti gli stabilimenti balneari italiani, oggi in spiaggia grazie a una proroga delle concessioni fino al 31 dicembre 2020. Ma questa proroga è stata contestata. Se l’Europa, come sembra, la boccia si torna alla scadenza originaria: 31 dicembre 2015.
Il testo allo studio del consiglio regionale sostituisce le linee guida che la Regione si era impegnata, con la Finanziaria 2015, ad impartire ai Comuni. Linee guida che dovranno comunque essere approvate dalla giunta, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. «I criteri individuati nella proposta - ha dichiarato il presidente Stefano Baccelli - sono di buon senso e trovano un punto di equilibrio tra esigenze normative di concorrenza e valorizzazione del carattere peculiare delle imprese balneari toscane».
I balneari, però, restano sul chi va là. Il punto primo è che non vogliono le gare, o “aste”. Sugli indennizzi poi non si fidano, sostenendo che il perito che dovrà calcolare il valore dell’azienda non può essere scelto dall’amministrazione e pagato dal privato. Infine c’è la vicenda dello stop ai subaffitti, oggi piuttosto diffusi (il titolare della concessione non è sempre quello che lavora sulla spiaggia). Così com’è formulato, si rischia di fare confusione. E mettere in crisi anche chi ha un bar o un ristorante in spiaggia dato in gestione dal titolare dello stabilimento balneare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
