La protesta
Così si sono salvate le palme della Passeggiata
Quattro anni di prevenzione dal punteruolo rosso hanno protetto tutte le piante L’agronomo: «Fino ad oggi abbiamo dovuto abbatterne solo il 2% del totale»
di Alessandro Bracci
LIDO DI CAMAIORE
Le palme di Lido sono più forti del terribile punteruolo rosso. Da almeno tre anni infatti è stata ridotta al minimo la percentuale di piante abbattute perché irrimediabilmente compromesse dal Rhynchophorus ferrugineus, questo il nome scientifico del micidiale parassita di origine asiatica che le devasta silenziosamente per poi portarle al collasso. Tutto questo grazie alla lungimirante azione del Comune e dalle cure di una ditta camaiorese esperta in gestione del verde ornamentale. Un indubbio vantaggio per paesaggio e tasche che non trova emulazione invece nella vicina Viareggio, dove il problema dell'abbattimento di palme infette è quanto mai attuale e lontano da una soluzione economicamente poco impattante.
E' in corso proprio in questi giorni il primo troncone di interventi per il 2016 relativo al trattamento fitosanitario sulle palme di Lido da parte della ditta camaiorese Green Service. Un'azione massiccia, prevista su ben 208 piante, di cui circa 120 adornano le aiuole della Passeggiata. Il costo dell'operazione è alto: circa 20mila euro. Spesa ingente, ma necessaria vista la sua efficacia.
Prevenire, benché sia costoso, è sempre meglio che curare. Non solo per ragioni puramente fitosanitarie, ma anche economiche. Per sostituire una singola palma infatti la spesa ammonta a una cifra oscillante tra i 4 e gli 8 mila euro (comprensivi di abbattimento, smaltimento, sostituzione e ripiantumazione). Ne sa qualcosa il Comune di Viareggio, il quale, scoraggiato dagli ingenti esborsi previsti, pare abbia almeno provvisoriamente abbandonato l'idea di ripiantare le circa 50 palme malate rimosse negli scorsi giorni in passeggiata, in attesa di valutare il destino gli altri 200 esemplari malati sparsi su tutto il territorio. Lido ha invece debellato ormai da qualche anno il problema del punteruolo rosso, salvaguardando al massimo le proprie palme con azioni continuative e specifiche. Il trattamento come spiega l'agronomo della stessa Green Service, Antonio Zangrandi, ha permesso di abbassare sensibilmente, fino a percentuali prossime allo zero, il tasso di mortalità causato dalle devastazioni del parassita asiatico. «Nel 2015 - dice Zangrandi - grazie a questo trattamento siamo riusciti a salvare tutte le palme di Lido di cui ci siamo occupati. In questi ultimi anni sono solo l'1-2% le palme che siamo stati costretti a rimuovere, una percentuale minima sulle circa 200 presenti sul territorio camaiorese».
Gli interventi su queste piante devono essere ripetuti e frequenti, attivandosi alle minime avvisaglie di infezione: difatti anche una sola pianta colpita può far sì che l'epidemia si allarghi a decine e decine di esemplari, devastandoli irrimediabilmente. «Facciamo queste operazioni contro il punteruolo rosso almeno due volte l'anno - spiega Zangrandi - nei periodi in cui questo parassita è più aggressivo, ovvero a primavera e verso la fine dell'estate. Con un intervento endoterapico (una sorta di vaccino a base di soluzioni antiparassitarie, ndr) iniettiamo l'insetticida che si distribuisce così anche nelle foglie, respingendo ed eliminando le larve e gli esemplari adulti di punteruolo presenti sulla pianta».
Su come sconfiggere la piaga del punteruolo rosso, Zangrandi è chiaro: "Bisogna fare molta attenzione - spiega - e seguire il più possibile la vita delle singole palme. Grazie a tali tipi di interventi, si riescono a salvare mediamente anche il 60-70% delle piante già infette».
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