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Via l’erba finta da piazza Mazzini

Via l’erba finta da piazza Mazzini

Ecco come cambierà la Passeggiata entro l’estate

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VIAREGGIO. La Passeggiata - ma anche Città Giardino - provano a rifarsi il trucco in vista dell'estate. E, dopo le piante delle aiuole finalmente potate nei mesi scorsi, il taglio delle palme compromesse dal punteruolo rosso e la ritinteggiatura della pista ciclabile che costeggia il lungomare, l'amministrazione comunale cerca di dare un'immagine sempre più dignitosa di quello che è considerato il salotto buono della città. Mettendo in campo una serie di interventi che riescano a coniugare l'efficacia con la cronica carenza di risorse legata al dissesto. Così nei giorni scorsi è iniziata l'operazione di estrazione dei ceppi delle piante malate abbattute (una cinquantina, gran parte delle quali palme), ma anche il ripristino del vetusto impianto di irrigazione dei giardini. E, entro l'estate, sarà definitivamente tolto il controverso tappeto d'erba di plastica che da un paio di anni era stato sistemato in piazza Mazzini.

A prendersi a cuore le sorti della Passeggiata è toccato alla consigliera comunale Marinella Spagnoli, delegata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro proprio alla risistemazione del verde pubblico e nella vita architetto paesaggista. Un'impresa titanica, la sua. Che ha come obiettivo quello di offrire a turisti e residenti una Passeggiata e una Terrazza della Repubblica più dignitosa. «I primi lavori - spiega l'architetto Spagnoli - sono iniziati prima dell'inizio del Carnevale con la potatura delle piante che si trovano all'interno delle aiuole. Poi abbiamo dovuto tagliare le palme che si erano irrimediabilmente ammalate con il punteruolo rosso. Adesso, in vista dell'estate, abbiamo cominciato a togliere i ceppi delle piante abbattute. Si tratta complessivamente di una cinquantina di ceppi che si trovano fra la Passeggiata e la Terrazza della Repubblica. E abbiamo iniziato questo intervento proprio da Città Giardino. Poi questa operazione sarà estesa al resto della città, dove i ceppi da togliere sono circa duecento. Un lavoro che stiamo facendo grazie al contratto di servizio con Sea».

Più complessa sarà invece la sostituzione delle palme tagliate. «Entro l'inizio dell'estate potremo fare ben poco. La sostituzione con nuove palme è al momento troppo onerosa per le casse del Comune, visto che nuove palme costano circa 8mila euro l'una. Tanto più che vorremmo sostituirle con specie più resistenti all'attacco del punteruolo rosso. A breve termine pensiamo di piantare negli spazi rimasti liberi dalle palme dei fiori spontanei che fioriscono da fine maggio sino ad agosto e che richiedono una spesa molto inferiore. Poi vedremo. Per le aiuole della Terrazza della Repubblica, ad esempio, confidiamo anche di coinvolgere i balneari in una adozione degli spazi verdi».

C'è poi il fronte ancora aperto degli impianti di irrigazione della aiuole. Che, al momento, non sono utilizzabili perché difettosi. Con quello che ne consegue in termini di effetto visivo, visto che l'erba è gialla e spelacchiata. «Purtroppo - prosegue Marinella Spagnoli - il sistema di irrigazione presenta molte criticità. Stiamo revisionandolo e contiamo di poterlo rimettere in funzione a breve in modo da poter annaffiare i giardini con regolarità. In questo modo potremo anche riseminare nuova erba, che altrimenti senza irrigazione sarebbe destinata a ingiallire subito».

E a proposito di giardini da risistemare, ci sono anche quelli - concentrati nella parte nuova della Passeggiata, fra il Molo e piazza Mazzini - dove sono stati tracciati dei veri e propri sentieri sterrati provocati da pedoni che non trovano passaggi nelle mega aiuole. «In questo caso sono stati fatti degli errori di progettazione, disegnando aiuole dove non erano previsti passaggi pedonali per decine e decine di metri. Dovremo ripensare queste aiuole. Per l'estate proveremo a tamponare il problema. Poi dovremo affrontare la questione ricavando dei passaggi pedonali».

L'ultima questione, forse la più simbolica, riguarda poi l'erba in plastica di piazza Mazzini. «Da paesaggista - spiega ancora l'architetto Spagnoli - ho trovato questa scelta a dir poco discutibile. Diciamo che si è trattato di una sperimentazione che ritengo chiusa. Entro l'estate toglieremo il tappeto di erba finta e lo sostituiremo con qualcosa di più naturale. Purtroppo anche in questo caso ci troviamo a dover lottare con la mancanza di risorse, ma una alternativa la troveremo. Quanto all'erba sintetica, non la getteremo via ma, dopo averla lavata e igienizzata, cercheremo di riciclarla in qualche struttura pubblica».

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