Il dolore
Romano: qui le regole si rispettano
«Così non fan tutti»: nel ristorante di via Mazzini niente spaghetti alle arselle
VIAREGGIO. «Dire che tutti i ristoranti fanno così, è come dire che tutte le donne sono di facili costumi: ci sono anche le suore».
Una battuta che arriva dallo storico ristorante Romano, dove a sentirsi dire che «così fan tutti» non ci stanno.
Di fronte alle parole del titolare del ristorante Massimo - il locale in cui venerdì scorso la Capitaneria di porto ha sequestrato 62 chili di anime conservate in due congelatori, e pronte per essere servite in periodo di divieto di raccolta, detenzione e vendita delle telline- spiegano che da loro così non è.
«Primo - dice il titolare del ristorante - perché siamo in un mese di divieto, quindi non è cosa intelligente averle nella carta o servirle. Secondo, perché si devono trovare i pescatori che fanno la fattura. In questo ristorante, le cuciniamo solo quando è tutto regolare, altrimenti non le trattiamo. Le regole ci sono per essere rispettate».
Ancor meno intelligente, secondo il ristoratore, è dire, dopo il sequestro, che gli spaghetti alle arselle le cucinano tutti i ristoranti viareggini, nonostante il fermo pesca e il divieto di detenzione di aprile. «E’ sbagliato - continua il ristoratore - dire una cosa del genere. E’ un’affermazione stupida che non rispecchia la realtà. Noi ci muoviamo nelle regole, cuciniamo solo pesce fresco garantendo la tracciabilità dei prodotti, come detta la norma».
Anche un altro ristoratore di Viareggio, che chiede di restare anonimo pur intervenendo sulla questione dopo le parole del titolare del ristorante Massimo, precisano di non servire arselle in questo periodo. «Tra gli antipasti avevo una polentina con sopra sugo di arselle. Visto il divieto in vigore - spiega il ristoratore - l’ho sostituito con un sugo alle vongole. Sappiamo che possono esserci dei controlli, e che questo è periodo di ripopolamento, così abbiamo deciso di non comprarle». (b.f.)
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