Attenzione
Baroni getta la spugna: «È stato l’ultimo presidio»
Dopo il sit-in flop del Piazzone, l’organizzatore dice basta alle manifestazioni e attacca i commercianti: «Non hanno una visione di prospettiva. Affari loro»
VIAREGGIO. «Volevo dare una mano, invece mi hanno tirato uno schiaffo. Per me finisce qui: non sono masoschista. Non mi sembra il caso di andare oltre».
Sono passate meno di ventiquattr’ore dal presidio flop del Piazzone. Viareggio non ha concesso il bis della stazione e Paolo Baroni si è ritrovato davanti al Caffè Irene accompagnato da pochissime persone. Il popolo di piazza Dante gli ha metaforicamente voltato le spalle. E da lunedì sera, il 51enne viareggino ritrovatosi all’improvviso paladino della legalità, tornerà a pensare a se stesso. «Hanno vinto i commercianti e coloro che li hanno appoggiati - ammette Baroni - ma abbiamo perso tutti. Chi lavora al Piazzone non ha una visione di lungo periodo. Se continuiamo a dire che va tutto bene, che questo quadrante è il salotto buono della città, allora fra qualche anno farà la fine della stazione».
Baroni sa benissimo che piazza Cavour non è piazza Dante. E ammette che forse le ragioni del suo presidio sono state fraintese. «Non so se volontariamente o involontariamente - sottolinea il 51enne - fatto sta che hanno scoraggiato la partecipazione delle persone». Se avesse ottenuto il bis della stazione, quasi sicuramente ci sarebbe stata una replica lunedì prossimo. In Passeggiata, alla pineta di Ponente o in Darsena. «Ci credevo - commenta - e sono rimasto molto deluso. Deluso soprattutto dai commercianti, visto che questo raduno era pensato soprattutto per loro. Mi hanno voltato le spalle, come le persone che hanno deciso di scendere in piazza davanti alla stazione».
Baroni ci tiene però a ringraziare Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio, che due sera fa al Piazzone so è presentato puntuale. «Se c’era lui che è uno dei rappresentanti della categoria - continua l’organizzatore - allora vuol dire che i problemi ci sono. I commercianti vivono alla giornata e purtroppo non guardano al domani. Io non me lo auguro, ma se nei prossimi mesi dovessi leggere notizie negative su piazza Cavour - continua Baroni - loro mi troveranno a casa, a ridere con i miei amici. Ci hanno demonizzato. Non si rendono conto di aver costruito una casa sopra un vulcano che non erutta da 90 anni. Ma prima o poi - conclude il promotore - erutterà».
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