Sicurezza
Una telecamera a protezione del Duomo
SERAVEZZA. «È un furto che ingiuria l’intera comunità seravezzina sia per il brutale modo utilizzato per asportare la scultura sia per il valore artistico e simbolico dell’opera rubata». A commentare...
SERAVEZZA. «È un furto che ingiuria l’intera comunità seravezzina sia per il brutale modo utilizzato per asportare la scultura sia per il valore artistico e simbolico dell’opera rubata». A commentare il furto del Cristo in marmo bianco del Duomo di Seravezza è il sindaco Ettore Neri. «La scultura, realizzata tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento - dice - forse da un artista locale particolarmente dotato, è plasmata con riferimento a modelli come il Cristo risorto realizzato dal Giambologna per il Duomo di Lucca e il Cristo della Minerva di Michelangelo: due autori che, a cinquant'anni di distanza, hanno frequentato Seravezza e le sue cave» prosegue l'analisi di Neri.
Il primo cittadino propone anche una soluzione. «Potrebbe essere installata una telecamera specifica su via Campana che riprenda l'ingresso del Duomo e la facciata di Palazzo Rossetti, in fase di ristrutturazione - spiega Neri - a tal proposito, colgo l'occasione per avanzare una proposta: al fine di salvaguardare il nostro patrimonio storico-artistico e aumentarne la conoscenza rendendo tutti i cittadini coscienti del valore delle opere che si trovano a Seravezza si potrebbe pensare di allestire nella parte espositiva di Palazzo Rossetti un museo di arte sacra e dell'opera del Duomo che raccolga buona parte dei dipinti che ad oggi sono custoditi nelle nostre chiese e negli edifici pubblici della città».
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