Gioco
Smette il calzolaio che ha fatto le scarpe a mezza Versilia
Giuliano Bartolomei, 83 anni, ha deciso di chiudere bottega: «Sono stanco e arrivare a fine mese è sempre più difficile»
PIETRASANTA. L’ultimo calzolaio di Pietrasanta, se ne va. «Ho 83 anni, sono stanco. E poi tirare avanti, con tutto quello che ogni giorno devi pagare fra utenze, commercialista, tasse e via dicendo, forse non ne vale più la pena. O forse, io, non ho più la forza per farlo».
Giuliano Bartolomei è un uomo silenzioso e benvoluto: la sua bottega, immersa nei silenzi di vicolo San Biagio, rivolo in penombra del centro storico, è come una finestra su un mondo che non c’è più: scarpe, borse, cinture, polvere, attrezzature incrostate dal tempo, un grembiule blu appoggiato in un angolo. Ricordi.
«Ho cominciato a fare questo mestiere da ragazzino: 67 anni fa. Proprio a pochi passi da qui, sempre a Pietrasanta. E non ho smesso per tutta la vita di risuolare scarpe, di rimettere a posto tacchi e borse: piccoli gesti quotidiani che presuppongono impegno, schiena curva e tante ore di lavoro . Però è anche un mestiere che mi è sempre piaciuto fare. E in tutti questi anni ho cercato di avere un buon rapporto con la mia clientela, rispettandola. Anche se qualche volta mi sono dovuto mordere la lingua, ma così va nel commercio. Certo, vedere oggi alcune persone venire a salutarmi, a stringermi la mano, perché hanno saputo che fra un mese, giorno più, giorno meno, chiuderò il negozio, ecco, mi fa piacere».
Bartolomei è versiliese fino nel fondo dell’animo: vive a Forte dei Marmi, è nato sotto il comune di Seravezza, ma ha trascorso lgran parte della sua vita, a Pietrasanta. «Sono quasi trent’anni che sto in questo piccolo fondo di proprietà del Comune: prima ne avevo uno in via Stagi. Non ho mai pensato di fare altro mestiere, a dire il vero: anche se la vita è una lotta, ogni giorno, e tirare avanti, ieri come oggi, non è mai stato semplice».
Nessuno rileverà, però, la bottega del calzolaio. «Non credo che ci sia interesse: i giovani, per quanto ho capito, vogliono guadagnare subito ed essere puliti. E invece a fare il calzolaio ci si sporca e i soldi vanno sudati: quando fai aggiustature per tre euro che ti portano via tempo poi, a fine, mese, non è semplice fare quadrare i conti perché le tasse e tutto il resto ti portano via quasi tutto. Il fatto è - prosegue Bartolomei - che quando sei giovane hai la forza di sfidare il mondo, non indietreggi di fronte alle difficoltà e allora dico che anche questo lavoro di calzolaio, per qualche ragazzo volenteroso, potrebbe essere una soluzione. Ma non per il sottoscritto, che ha vissuto oramai la sua vita dietro un banco e che oggi non ha più lo spirito per continuare. Forse ho solo bisogno di riposarmi, anche se non mi ci vedo a casa senza fare niente. Qualcosa mi inventerò, questo è sicuro».
Qualche anno fa la comunità di Pietrasanta si mosse a sostegno di Bartolomei: il Comune aveva pensato di mettere in vendita quei 21 metri quadrati che celavano i sudori di una vita. Uno sfratto insensato: alla fine tutto si ricompose. E Bartolomei restò lì, nella bottega, chinato su se stesso e sulle scarpe lasciate - e talvolta mai ritirate - dal cliente di turno».
«Se sono l'ultimo calzolaio? A Pietrasanta e dintorni temo proprio di sìi. E comunque se ualcuno, nei prossimi giorni, passerà dalla bottega per darmi un saluto, testimoniandomi il piacere di avere avuto a che fare con me, forse vorrà dire che qualcosa, in tutti questi anni, ho lasciato». Verranno in molti, Giuliano, verranno in molti.
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