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«Non si può screditare un’intera categoria»

CAMAIORE. Carrozzieri contro carrozzieri. O meglio associazioni di categoria contro associazioni di categoria. Confartgianato prende posizione contro Franco Menichetti, presidente del consorzio...

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CAMAIORE. Carrozzieri contro carrozzieri. O meglio associazioni di categoria contro associazioni di categoria. Confartgianato prende posizione contro Franco Menichetti, presidente del consorzio Sercar della Cna, che all’indomani degli arresti nell’ambito dell’inchiesta sul presunto clan dei falsi incidenti aveva detto, tra le altre cose, che «le truffe assicurative sono abbastanza diffuse» e che di ciò sarebbero responsabili le compagnie assicurative che «ci hanno ridotto alla fame».

«Il signore intervistato - scrive Confartigianato - non sappiamo a quale titolo si definisca - o venga definito - “rappresentante dei carrozzieri” in quanto, sicuramente, non rappresenta quelli di Confartigianato molti dei quali, anche non a noi associati, ci hanno telefonato, indignati, per certe affermazioni che non solo gettano discredito su una categoria, quella dei carrozzieri appunto, che negli ultimi decenni è cresciuta, in serietà, professionalità, sicurezza e messa a norma degli ambienti lavorativi con investimenti di migliaia ed in alcuni casi centinaia di migliaia di euro. Le dichiarazioni dunque di questo carrozziere offendono la stragrande maggioranza dei colleghi che riescono a sopravvivere nonostante le molteplici difficoltà che il mercato dell'autoriparazione presenta oggi dovute ad una normativa, quella che ha introdotto il cosiddetto "fiduciariato" tra compagnia assicurativa e carrozziere, che fa sì che le aziende che vi aderiscono debbano effettuare la riparazione sull'autoveicolo ricevendo un compenso che viene stabilito dalla compagnia con la quale è convenzionato».

Confartigianato ricorda che in “tempi non sospetti”, nel corso di numerosi incontri alcuni avuti anche in maniera unitaria con l'altra associazione degli artigiani, aveva fatto presente che diventare "carrozzerie fiduciarie" avrebbe tolto l'autonomia di impresa «costringendole poi ad accettare quello che l'assicurazione avrebbe loro dato per ogni sinistro tanto è che molte fra queste non sono convenzionate con alcuna compagnia. Inoltre, si sarebbe, a nostro avviso, "condizionata" in maniera pericolosa la libera scelta dell'incidentato nella individuazione della propria carrozzeria di fiducia alterando il libero mercato, anche se come contropartita i carrozzieri avrebbero avuto garantita, almeno una parte del loro lavoro».

«Nell'intervista - prosegue Confartigianato - viene inoltre affermato che le compagnie fanno lavorare sottocosto i carrozzieri convenzionati; chi può lavorare sottocosto per anni? E se un carrozziere ha aderito al fiduciariato, ma vede che questo meccanismo non porta profitto, perché non rescinde tale accordo? Comunque che una carrozzeria aderisca o meno al fiduciariato non significa che il lavoro debba essere scadente per la qualità dei materiali utilizzati come si evince dalle dichiarazioni rilasciate, anche perché il lavoro va fatto a regola d'arte. Ciò che più ci stupisce è l'affermazione iniziale data dall'intervistato che testualmente afferma: “le truffe assicurative sono abbastanza diffuse”. Se qualcuno avesse anche solo il minimo sospetto che ci sono imprenditori coinvolti in simili azioni illegali ha l'obbligo morale e civile di denunciarlo agli organi competenti e non di rilasciare dichiarazioni che non fanno altro che gettare discredito su una categoria».

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