Il dolore
La gente stavolta è rimasta a casa
Viareggio, poche decine di persone hanno aderito alla manifestazione organizzata al Piazzone dopo quella molto partecipata alla stazione
VIAREGGIO. Una trentina di persone, non di più, nel buio delle strade intorno a piazza Cavour, illuminate solo dai gestori del bar “Irene” che tengono duro con la loro proposta di aperitivi. Non c’è lo spirito del presidio alla stazione, pochi giorni fa. Non c’è la stessa folla, orgogliosa di aver messo il naso fuori casa, con tranquillità, nella notte di una città sempre più deserta.
Diversamente da quanto accade nella piazza della stazione, la prima cosa che salta agli occhi è che il Piazzone è buio. Come buona parte del resto città peraltro. Le bollette a carico della Viareggio Patrimonio fallita, forse, costringono a contenere i costi abbassando la potenza delle luci?
Poche persone. Eppure le voci raccolte testimioniano ciascuna un pezzo di non sicurezza. Dallo scippo in centro cui si è assistito, al furto in negozio (ed il Piazzone non ne è esente, raccontano gli unici due commercianti che la sera di lunedì 11 erano presenti all’iniziativa), fino al racconto di chi per lavoro passa molto tempo in uno dei locali più caldi della città: «Non avete idea di quanto sangue ho visto e di quanto ne ho lavato...Ma anche di quanti episodi i dipendenti dei locali non possono denunciare perché i proprietari dicono espressamente di farci i fatti nostri, che gli spacciatori ci danno il pane...». Pane e companatico, viene da pensare, pensando a quanti bar - anche nel centro città - chiudono gli occhi sulla presenza di decine di ragazzi stranieri, giovani, vestiti alla moda, evidentemente nullafacenti, che si siedono ai tavoli e lì restano fino alla sera, facendo il loro personale commercio.
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Gli stessi che dalla stazione - raccontano marito e moglie che abitano nella zona intorno a Largo Risorgimento - sempre più spesso si spostano nell’area tra via Bottego, il cavalcavia e la stazione vecchia. Al punto che è stata rimossa la fontanella collocata vicino al monumento che ricorda le vittime della strage del 29 giugno 2009: «Ci si lavavano, nudi...Quasi facendo la doccia...». Anche lunedì 11, sotto il cavalcavia, c’era l’ambulanza e la segnalazione dei cittadini estende la presenza importante di spacciatori fino alla stazione vecchia.
«Durante il giorno - è la voce di Piero Bertolani, commerciante del Piazzone e presidente di Confcommercio - il mercato vive un problema di degrado». Dai chioschi ormai fatiscenti e per lo più chiusi, ai negozi che si sono trasferiti ed i fondi rimangono sfitti, alla presenza di senzatetto sotto le logge. «Ma la sera il problema della sicurezza c’è, come nel resto della città». Un dato di fatto che non si cancella girando la testa dall’altra parte...
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