Il Tirreno

Versilia

Gelo tra ragioniere capo e revisori sul bilancio 2014

di Donatella Francesconi

Bartalucci: non voglio portarmi dietro il disavanzo del dissesto ogni anno Limberti: se l’interpretazione fosse giusta dovremmo mettere in discussione il crac

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VIAREGGIO. «Se ogni anno mi porto dietro il disavanzo dal dissesto non esco mai», risponde il ragioniere capo, Alberto Bartalucci, ai consiglieri della commissione bilancio del Comune che chiedono le ragioni del parere contrario rilasciato dai revisori dei conti dell’Ente. Il presidente Daniele Limberti, con i colleghi Salvatore Suriano e Claudio Pucci, hanno fatto anche di più: il parere rilasciato vale - in base all’articolo 234 del Testo unico degli Enti locali - come referto all'organo consiliare su gravi irregolarità di gestione, «con contestuale denuncia - stabilisce la legge - ai competenti organi giurisdizionali ove si configurino ipotesi di responsabilità». Il clima, dunque, è di fuoco. Perché l’esito delle operazioni contabili di Bartalucci, come spiega lui stesso, è che «il risultato d’esercizio non è negativo. ma positivo».

A detta di Daniele Limberti, se la strada indicata dal ragioniere capo fosse corretta «allora, bisognerebbe rimettere in discussione il dissesto...». Nel redarre il parere negativo, aggiunge il presidente del Collegio, «abbiamo approfondito, cercando sentenze e verificando come si sono comportati gli altri Comuni. Posso certificare che si tratta di un lavoro fatto in scienza e coscienza, nel corso del quale abbiamo interpellato organismi sopra di noi. Diverso non possiamo fare».

Bartalucci, che ha contestato con forza il verbale dei revisori contenente, a suo dire, «termini offensivi», ha invitato i consiglieri a considerare che «stiamo parlando del consuntivo 2014, che è un po’ come trattare del “sesso degli angeli”. E, alla fine, se anche questo bilancio fosse completamente sbagliato, tutto questo rientrerebbe nel 2015 e sarebbe tutto da rivedere». Concetto che il ragioniere capo, con a fianco l’assessore al bilancio Laura Servetti, ha ribadito più di una volta.

Buona parte del confronto tra revisori e dirigente del Comune - confronto del quale il verbale dei revisori è punto di arrivo e non di partenza - si dipana intorno al nodo del lavoro che sta svolgendo l’Organismo straordinario di liquidazione, impegnato a determinare la massa passiva del dissesto, ovvero quanto il Comune dovrà pagare ai creditori. Un’operazione che vede l’Osl rinviare al Comune tutta una serie di crediti considerati non di propria competenza, mentre altri si fanno avanti a bussare alle porte dell’Organismo straordinario. Come nel caso dei 28 milioni che il curatore della Patrimonio ha appena richiesto all’Osl. Mentre, fino a ieri, sembrava il Comune creditore della Patrimonio.

«Quando l’Osl avrà deliberato - è la tesi di Bartalucci - si vedrà se dovranno essere reinserite delle cifre nel bilancio e che in quantità, più o meno consistente...».

E che ne sarà di quello che l’Organismo straordinario non paga «e rimette a carico del Comune?», è l’obiezione forte del Collegio dei revisori. Che, con il presidente Limberti, lancia un monito prendendo ad esempio il contenzioso con il Consorzio ambiente: «L’amministrazione avrà possibilità di manovra se tutti i debiti dell’Ente fino al 31 dicembre 2013 saranno compresi nella massa passiva». Altrimenti, sono ancora le parole di Limberti, «il futuro del Comune di Viareggio sarà ipotecato dalla quantità di debiti fuori bilancio che non saranno coperti dalla massa passiva», ovvero dalla somma che l’Osl stabilirà di dover pagare nella misura che stabilirà.

La commissione, su input del presidente Stefania Carraresi, ha deciso di non votare subito la delibera. E si è riconvocata per il 18 aprile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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