Lutto
Dopo il sit-in in piazza Dante tutto è rimasto come prima
Nelle ultime tre settimane non sono spariti né bivacchi né pericoli Due aggressioni solo nell’ultimo weekend: un sedicenne è finito all’ospedale
VIAREGGIO. Non è cambiato nulla, in piazza Dante, dopo il presidio organizzato lo scorso 21 marzo da Paolo Baroni. Quella sera, circa 250 persone, si sono radunate fuori dal Buffet della stazione, il cui proprietario ha offerto centinaia di caffè, per dire basta all’illegalità e allo spaccio di droga. Ma le violenze, purtroppo, sono continuate.
La sera dopo il sit-in, la zona, trasmetteva il solito senso di insicurezza e degrado, con gruppi di balordi sparsi nei vari punti della piazza. Alcune biciclette, parcheggiate accanto o di fronte all’ingresso dalla stazione, erano prive di ruote o sellino. Su altre - legate con enormi catene alle rastrelliere da ormai tantissimo tempo - era appeso un avviso di rimozione risalente a diversi mesi prima, mai eseguito. Là intorno, seduti sulle panchine, gruppi di persone bevono alcolici. È ciò che succede anche di giorno. Chi vive la zona - come i tassisti che aspettano i passeggeri che scendono dai treni - lo vede ogni giorno.
Ma poi ci sono quelle notti in cui le violenze si scatenano in maniera prepotente. Proprio come era accaduto - questa volta in pieno giorno, alle 9 di mattina - alla campionessa di canottaggio Arianna Mazzoni, 18 anni, colpita con un pugno nell’occhio e derubata dell’orologio e delle cuffiette dell’iPhone. È stato proprio questo episodio, rimasto impresso nell’opinione pubblica viareggina, a spingere Paolo Baroni, amico dei familiari di Arianna, a organizzare il primo dei presidi.
Ma - come detto - le cose non sono cambiate. Fra venerdì e sabato scorso, infatti, un ragazzino di 16 anni è finito in ospedale dopo essere stato colpito al volto da una bottiglia di vetro. L’aggressione potrebbe essere giunta al culmine di una lite ben presto degenerata. L’adolescente, di origine straniera, è stato soccorso dai sanitari della Misericordia di Lido di Camaiore, avvertiti probabilmente da qualcuno che in quel momento passava, in auto, in piazza Dante. Il ragazzino era una maschera di sangue: al Versilia i medici gli diagnosticheranno una doppia frattura ossea: nella zona del cranio e alla mandibola.
Un episodio isolato? Affatto. Sono bastate ventiquattr’ore e la violenza si è nuovamente materializzata davanti alla stazione. Proprio in uno dei parcheggi vicino all’ingresso si è fermato per un attimo, con la sua auto, Manuele Mallegni. Il giovane, cugino di primo grado del sindaco di Pietrasanta, non si è mosso dal suo sedile. Non ha avuto neanche il tempo di ragionare quando gli si sono avvicinate due persone, probabilmente di origine africana: il primo è salito a bordo della macchina, dal lato del passeggero, puntandogli contro un coltello da cucina. L’altro, dal finestrino del conducente, ha afferrato il portafogli in bella vista e, prima di scappare, lo ha colpito con un pugno nel viso. E questo è solo l’ultimo inquietante episodio accaduto in piazza Dante. Una zona tutt’altro che sicura, anche alle sette di pomeriggio, nonostante le 250 persone che hanno bevuto il caffè. (s.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
