Il Tirreno

Versilia

Commercianti divisi sulla protesta

di Stefano Taglione

Per diversi operatori del mercato qui la situazione non è come in piazza Dante

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VIAREGGIO. «L’idea del presidio è buona: è giusto riappropriarsi degli spazi della nostra città e credo che questa sia un’iniziativa meritevole. Al Piazzone c’è un degrado oggettivo e francamente speravo che quest’iniziativa non scatenasse così tante polemiche».

Davide Pellegrini, titolare del Caffè Irene, ha accolto a braccia aperte Paolo Baroni, organizzatore sia del sit-in di ieri sera. La sua analisi - condivisa da alcuni abitué della zona con cui abbiamo parlato nei giorni scorsi - non vede d’accordo diversi commercianti da anni al lavoro fra i banchi del mercato, al pari dell’assessore con delega al commercio, Valter Alberici, che ha duramente attaccato Baroni. Uno su tutti Giuliano Paterni, proprietario dell’omonimo negozio di calzature. «Io il presidio non lo avrei fatto - sostiene - visto che il Piazzone non può essere accomunato alla stazione. Girano ogni tanto degli extracomunitari, è vero, ma sono tranquilli. Ciò che non toglie che serva un vigile di quartiere, ma solo per dare indicazioni e per pubblica utilità».

D’accordo con lui Davide Petrucci, titolare della Polleria Fogli. «Si rischia di fare confusione - afferma il macellaio - e di far intendere che qui è uguale a piazza Dante. Invece non è così. Ci sono delle differenze».

Luca Giovacchini è uno dei soci del locale “Al Baretto”, sotto il loggiato dal 1966. Ha visto il Piazzone cambiare nel tempo. Prima - secondo lui - era molto meglio. Ora domina il degrado, ma è solo visivo: la pericolosità non esisterebbe. «Il massimo del degrado è questo - dice il barista, indicando un senzatetto riverso per terra - e qualcuno se ne dovrebbe occupare. Qui non si corre il rischio di essere accoltellati e se diciamo che è insicuro non viene più nessuno». In ogni caso, i problemi, restano. Diciassette fondi su 34, sotto il loggiato, sono vuoti. Giovacchini li conta uno ad uno. «Anche i bagni - conclude il barista - sono chiusi da anni. Quando erano aperti, per altro, era meglio non avvicinarsi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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