Gioco
Neonato salvato dal 118, i soccorritori commossi: "Che gioia, ce l’abbiamo fatta"
Pietrasanta, i protagonisti dell'intervento. "Dopo le operazioni del medico il piccolo ha cominciato a piangere. È stato bellissimo"
SERAVEZZA. Si sono guardati con gli occhi gonfi di lacrime, fuori dalla sala parto dell’ospedale Versilia. Poi è arrivata quella frase a rompere il silenzio: «Ce l’abbiamo fatta». È stato allora che i volontari della Croce Bianca di Querceta, si sono resi conto di aver salvato una vita. Poco prima erano intervenuti nella frazione di Solaio, a Pietrasanta, per soccorrere Vanessa Letizia Ginesi e il suo bambino, che stava venendo al mondo.
Fino a quel momento, il fiato e l’anima dei soccorritori erano rimasti sospesi. «Quando siamo arrivati all’ospedale Versilia, abbiamo cominciato a realizzare cosa era accaduto» spiega Marco Bandelloni, l’autista dell’ambulanza che in pochi minuti, sabato notte, è arrivata da mamma Vanessa e dal piccolo Tommaso (così è stato chiamato il bimbo).
Con lui c’erano Silvia Pardini, Barbara Federigi e Valentina Tognocchi, tutte volontarie della Croce Bianca di Querceta. E poi il dottore Alessandro Mancini e l’infermiera Lara Olabi dell’automedica. «Ho risposto al telefono nel dormitorio e ci siamo precipitati sul posto in pochissimi minuti - racconta un Marco Bandelloni ancora commosso - quando siamo arrivati, qualcuno era fuori e urlava “partorisce, partorisce”. La testa del bambino già si vedeva. È nato poco dopo».
Quel primo vagito che tardava ad arrivare, ha fatto pensare al peggio. «Poi finalmente, dopo l’intervento del medico, ha cominciato a piangere. È stato bellissimo» dice il volontario. I soccorsi sono andati avanti per diversi minuti prima che l’ambulanza ripartisse alla volta dell’ospedale. «Il dottore - ricorda l’autista - mi diceva “cammina più pulito che puoi, ma cammina”».
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Una volta arrivati al Versilia, i soccorritori hanno cominciato a pensare a quanto successo poco prima. «È stata un’emozione incredibile.Nessuno di noi parlava, però - prosegue Marco - ci siamo capiti con uno sguardo. A un certo punto, fuori dalla sala parto, abbiamo cominciato a realizzare e ho detto “ce l’abbiamo fatta”. Io faccio il volontario da sedici anni e di cose brutte ne ho viste. Ma ogni tanto qualcosa di bello succede».
Il direttore dei servizi della Croce Bianca di Querceta, Stefano Pellegrini, ha prestato la spalla ai volontari dopo la grande emozione della nottata. «Quando sei lì, non ci pensi. Fai al meglio ciò che devi fare - spiega - poi però arriva l’ondata di emozioni che ti travolge. Fare il volontario significa questo: salvare delle vite. L’intervento portato avanti dalla nostra squadra è di quelli che non capitano mai. Eppure i soccorritori si sono fatti trovare preparati e pronti. La Croce Bianca ha bisogno proprio di gente così. L’invito per chi sente di voler aiutare gli altri, è proprio quello di diventare un volontario».
Sabato 9 il direttore dei servizi e i soccorritori intervenuti sabato notte a Solaio, sono andati a trovare mamma Vanessa all’ospedale di Pisa, dove la donna è stata trasferita dal Versilia. Anche lei per tanti anni ha fatto la volontaria, alla Croce Verde di Forte dei Marmi, e vederla sorridente su quel letto d’ospedale, è stata una gioia e una vittoria per i soccorritori.
Nonostante la nottata di paura, la giovane era tranquilla. Felice, come solo una mamma può esserlo, di aver sentito il figlio piangere dopo quel drammatico silenzio iniziale, quando il bambino non riusciva a respirare per via del cordone ombelicale stretto intorno al collo.
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