Il Tirreno

Versilia

Neonato non respira, salvato dai soccorritori del 118

di Stefano Taglione
La mamma Vanessa Letizia Ginesi con Stefano Pellegrini, direttore dei servizi della Croce bianca di Querceta e i volontari della squadra che ha partecipato all'intervento
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La mamma Vanessa Letizia Ginesi con Stefano Pellegrini, direttore dei servizi della Croce bianca di Querceta e i volontari della squadra che ha partecipato all'intervento

Pietrasanta, il padre: "Il cordone ombelicale stava soffocando mio figlio, ho avuto tanta paura, ma medico e volontari sono stati splendidi"

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PIETRASANTA. Vanessa era tranquilla. La visita ginecologica era andata bene e i nove mesi sarebbero scaduti il 15 di aprile. Venerdì notte, però, ha capito che qualcosa non andava. I dolori al ventre si facevano sempre più forti. Così il compagno, Marco Pigorini, ha deciso di chiamare il 118.

Tommaso aveva fretta di venire al mondo. Di aspettare, proprio, non ne voleva sapere. Ha atteso giusto l’arrivo dei soccorritori della Croce bianca di Querceta, intervenuti nell’abitato di Solaio, nel comune di Pietrasanta, insieme al personale a bordo di un’automedica. Quando sono entrati in casa il neonato stava venendo alla luce, ma non riusciva a respirare. È nato con il cordone ombelicale stretto attorno al collo. Ma il medico, aiutato dall’infermiere e dai volontari dell’associazione, fortunatamente è riuscito a salvargli la vita.

Ha pianto, eccome se ha pianto il piccolo Tommaso. Per la gioia dei genitori Vanessa Letizia Ginesi e Marco Pigorini, che a un certo punto potrebbero anche aver temuto il peggio. «Ho avuto tanta paura - confida il babbo, 41enne, di professione ragioniere - ma è andata bene. Il medico, l’infermiere e i volontari hanno salvato la vita di mio figlio. Sono stati splendidi. Hanno svolto il loro lavoro con grande umanità e professionalità, nella maniera migliore in assoluto. Hanno dato tutto. Purtroppo non sono ancora riuscito a conoscere il dottore che ha rianimato Tommaso». Parla con la voce stanca Marco Pigorini. Non ha dormito neanche un minuto. Da quando la sua compagna ha accusato quei fortissimi dolori, costringendolo alla chiamata al 118, è stato un susseguirsi di emozioni. Prima la paura, una paura indescrivibile che non potrà dimenticare, ma che non ricorda quanto sia durata. Poi la gioia, anche se prima di abbracciare il figlioletto dovrà attendere che venga dimesso dal reparto di neonatologia dell’ospedale di Pisa, uno dei pochi rimasto al vecchio Santa Chiara, dove resta ricoverato.

Inizialmente i volontari della Croce bianca di Querceta hanno trasportato il piccolo al Versilia, insieme ai neo genitori. Più tardi, verso le quattro di notte, i dottori hanno deciso - in via precauzionale - per un trasferimento al centro pisano, che è certamente più attrezzato dal punto di vista tecnologico.

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Dal Santa Chiara, infatti, è stata mandata in direzione di Lido di Camaiore un’autoambulanza attrezzata per il trasporto neonatale. E il bambino è stato portato in completa sicurezza fin dentro al reparto diretto dal professor Antonio Boldrini.

Marco Pigorini, per tutta la giornata di sabato 9, si è quindi diviso fra Pisa e la Versilia. La compagna, la 31enne Vanessa Letizia Ginesi, è rimasta al Versilia, a una trentina di chilometri dal suo piccolo eroe. Sta bene e, fino a quando il suo bel maschietto è rimasto lì, non lo ha lasciato solo un attimo. «Il parto è stato veramente precipitoso - continua Marco - e non ci sono state avvisaglie. La scadenza dei nove mesi era programmata per il 15 aprile e il ginecologo aveva detto che probabilmente ci sarebbe stato da aspettare qualche giorno in più».

Vanessa - attraverso i soccorritori della Croce bianca di Querceta, che nel pomeriggio di ieri sono andati a farle visita scattando la bellissima foto che pubblichiamo - ringrazia di cuore tutti i volontari del 118 e il direttore della centrale operativa, Andrea Nicolini. Ora, ai neo genitori, non resta che riabbracciare il piccolo Tommaso.

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