La manifestazione
Il Comune attacca le Poste: «Hanno dimenticato Nocchi»
L’amministrazione è disponibile a concedere le ex scuole per riaprire l’ufficio chiuso a luglio. L’azienda non risponde
CAMAIORE. È uno strappo che sembra insanabile quello fra il Comune di Camaiore e Poste italiane per la riapertura dell’ufficio postale di Nocchi, chiuso ormai dallo scorso luglio, da quando i proprietari del fondo hanno sfrattato l’azienda.
L’amministrazione in questi mesi ha tentato di tutto: prima ha concesso gli spazi della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, rifiutati, poi ha messo a disposizione le ex scuole. Ma la società pubblica - che da noi contattata ha risposto di non voler intervenire sulla questione - non si sarebbe mai più fatta sentire, lasciando senza servizio i residenti di Nocchi, Pontemazzori e Torcigliano.
Così il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, è passato all’attacco. «Ci troviamo nostro malgrado a dover rendere pubblico il loro atteggiamento inaccettabile - spiega Del Dotto - nei confronti del Comune e dei suoi cittadini. Sono settimane e settimane che nonostante i nostri reiterati tentativi di organizzare un incontro per discutere del futuro dell’ufficio non riusciamo ad avere un appuntamento. Dopo aver discusso della soluzione “ex scuole” all’interno dell’assemblea di zona - continua il sindaco - avevamo verificato la sostenibilità economica del nostro impegno per assecondare le richieste dell’azienda e raggiungere gli standard richiesti per riaprire l’ufficio».
Ma il dialogo si è interrotto quando il Comune ha chiesto all’azienda di mettere nero su bianco l’accordo. «Siamo passati per tutti i livelli e minacciato di rendere pubblica la situazione senza ottenere nessun risultato - continua Del Dotto - La sensazione è che non vogliano parlare con noi. Ma lo diciamo fin da subito: è un rischio che l’azienda corre che ha due ragioni d’essere. La prima è che Poste è una realtà pubblica e non può assolutamente permettersi di non dialogare con le istituzioni - continua il primo cittadino - e la seconda, ben più importante, è che il Comune è fatto dai cittadini, quelli che con le loro fatiche e i loro risparmi sostengono l’azienda. Mancare di rispetto all’istituzione è mancare di rispetto a chi ha davvero in mano il futuro di Poste».
Dal Comune additano poi uno spot dell’azienda, con lo slogan «Il cambiamento siamo noi». «Ecco, questo cambiamento non ci piace per niente se significa allontanarsi dai territori - sottolinea il sindaco di Camaiore -. Auspichiamo che si riesca a smuovere qualcosa e che il direttore di Toscana e Umbria, Michele Deiana, trovi qualche minuto per i camaioresi, visto che aveva promesso di farlo al ritorno dalle sue, a questo punto, lunghissime vacanze pasquali. Noi rinnoviamo il nostro impegno preso di fronte ai cittadini - conclude Del Dotto - e speriamo che Poste Italiane sia all’altezza».
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