Sicurezza
Rubato in Duomo il Gesù in marmo di cinque secoli fa
Strappato dal reliquiario che si trova in una cappella laterale. Il parroco: potrebbe essere stato fatto sparire diversi giorni fa
SERAVEZZA. È sparito il Gesù in marmo bianco di circa 40 centimetri che si trovava nel Duomo dei Santi Lorenzo e Barbara. Risaliva alla seconda metà del 1500, gli anni in cui a Seravezza l’estrazione del marmo stava sbocciando. È un mistero chi fosse lo scultore che lo creò, ma era senz’altro espressione della cultura seravezzina dell’epoca.
Così è la seconda volta che il Duomo viene violato. La prima ipotesi farebbe pensare più che a un ladro di professione ad un vandalo. Infatti la statuetta, che era attaccata a un reliquiario, è stata strappata via e spezzata in due; i piedi del Gesù sono rimasti attaccati.
La triste scoperta è stata fatta soltanto giovedì, ma la statuetta potrebbe essere sparita già da giorni. Non è da escludere che il fattaccio sia avvenuto nei giorni di Pasqua, durante i quali la chiesa di Seravezza era molto affollata, o per la processione del Gesù Morto.
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«Se ne sono accorti la sera di giovedì 7 - ha raccontato il parroco Don Hermes - coloro che erano presenti alla messa delle 18. Hanno fatto un giro passando dalla cappella laterale (che è anche un po’ buia), dove si trova questo tempietto, e si sono accorti del furto. Quella è una zona in cui non si passa spesso, quindi potrebbe essere sparito da giorni».
Intanto il grave fatto è stato oggetto di formale denuncia alle forze dell’ordine. Ma il Duomo di Seravezza non è la prima volta che viene saccheggiato, infatti già circa cinque anni fa era stato portato via il crocifisso sopra il pulpito.
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Intanto rimane un mistero lo scultore padre dell’opera rubata. Un’ipotesi - non avvalorata da nessuna ricerca - la farebbe risalire al grande maestro Davide Tedeschi, colui che aveva buonissimi rapporti direttamente con la famiglia dei Medici. E non a Jacopo Benti, vissuto invece nel 1600. Lo stesso ciborio, sotto il quale si trovava la statuetta, è un’opera del 1570 della Bottega dei Tedeschi. «Lo stile di quella statuetta fa risalire l'opera alla seconda metà del 1500 - prova a chiarire le idee l’architetto del Comune di Seravezza, Andrea Tenerini - la scultura era notevole e bella, ma mai era stata oggetto di studi. Anche il marmo è di Seravezza, tant’è che nel ciborio viene inserito il “Fior di pesco”, uno dei marmi scoperti proprio circa quindici-venti anni prima della sua realizzazione».
L’ipotesi sarebbe avvalorata dal fatto che una statuetta simile a quella rubata si trova nella Pieve di San Martino a La Cappella, e quella è realizzata da Davide Tedeschi nella prima metà del Cinquecento. «Se non è loro nasce in quel contesto culturale - prosegue Tenerini - perciò è un monumento importante per la memoria di Seravezza, la quale in quell’epoca anche con Palazzo Mediceo assume un ruolo importante per i marmi che vengono scavati in queste montagne».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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