Sicurezza
La Cgil raccoglie le firme per tre referendum
VIAREGGIO. La Cgil dà avvio alla campagna di raccolta firme per un'iniziativa di legge popolare a sostegno di 3 quesiti referendari: la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la...
VIAREGGIO. La Cgil dà avvio alla campagna di raccolta firme per un'iniziativa di legge popolare a sostegno di 3 quesiti referendari: la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione di piena responsabilità solidale sugli appalti, e la nuova tutela per la reintegra nel posto di lavoro, in caso di licenziamento illegittimo, in tutte le aziende con più di cinque dipendenti.
Oggi dalle 9 alle 13 ci sarà un gazebo in Passeggiata a Viareggio, vicino al caffé Margherita, per la raccolta firme.
Dalle 15 alle 18, il tavolo si sposta nel centro cittadino di Lucca, in via Fillungo, in prossimità Chiesa San Cristoforo. Così la Cgil della Provincia di Lucca dà ufficialmente il via all’iniziativa finalizzata al sostegno della proposta di legge popolare.
«Nei prossimi giorni - annunciano dall’organizzazione sindacale - seguiranno altre iniziative pubbliche per la raccolta delle firme». La Cgil si sta muovendo affinché i cittadini possano firmare direttamente nei Palazzi comunali.
«Nel marzo scorso - ricordano dal sindacato - si è conclusa la consultazione assembleare degli iscritti della Cgil sulla Carta dei diritti universali del lavoro. Nella provincia di Lucca le assemblee sono sta circa 300 ed hanno votato 5.400. Dopo questo straordinario risultato di partecipazione, abbiamo dato avvio alla campagna di raccolta firme. La proposta della CGIL si rivolge a tutto il mondo del lavoro, non solo a quello tradizionale del lavoro dipendente ma anche ai lavoratori degli appalti, ai collaboratori, a tutte le nuove figure lavorative, determinate da anni di legislazione e di scelte governative ed imprenditoriali volte ad indebolire, precarizzare, escludere milioni di lavoratori,soprattutto giovani, dai diritti universali spettanti a chiunque svolga un lavoro. L'ultimo atto in questo senso, è rappresentato dal Jobs act».
Pur di non perdere il lavoro o per ottenerlo, la rinuncia ai diritti diventa quasi un atto dovuto: è questa l’insidiosa filosofia diffusa nella società che si coniuga con l’impianto delle legilazioni vigenti sul lavoro, e che secondo la Cgil va scardinata con proposte concrete, come la Carta del lavoro.
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