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il giorno della protesta

Il grido dei bambini: rivogliamo la nostra vasca

Il grido dei bambini: rivogliamo la nostra vasca

VIAREGGIO. «Ho pensato che non mi piaceva», racconta Giorgia, sei anni di occhi grandi sgranati sul mondo degli adulti. Al presidio sotto il Municipio è insieme ai nonni che raccontano: «Ha scelto...

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VIAREGGIO. «Ho pensato che non mi piaceva», racconta Giorgia, sei anni di occhi grandi sgranati sul mondo degli adulti. Al presidio sotto il Municipio è insieme ai nonni che raccontano: «Ha scelto lei il nuoto...Ora la sua maestra le ha dovuto dire che la piscina è chiusa...». Sono tanti, insieme ai genitori, agli amici, agli istruttori, ai dipendenti dell’impianto sportivo: bambini e bambine, ragazzi e ragazze uniti da una sola passione, quella per il nuoto. «Rivogliamo la nostra piscina», è la voce di Asia Simonetti, 13 anni e grinta da vendere, insieme ad un sorriso dolcissimo, che aggiunge «Ma vi pare il modo di fare?!».

Striscioni e cartelli tenuti in alto dai più giovani mostrano grande fantasia: “E ora chi glielo dice a mi ma’ che a Camaiore mi deve porta’ ?», è il foglio nelle mani di un soldo di cacio, cuffia indossata, maglietta della squadra e tanto fiato per gridare “fuori, fuori” all’indirizzo di un Municipio vuote di rappresentanti dell’amministrazione. Fatta eccezione per il vice sindaco Rossella Martina, impegnata in un convegno dedicato alla violenza sulle donne che - sollecitata dal capogruppo di Forza Italia, Rodolfo Salemi - ha telefonato al sindaco e poi ha declinato l’invito a scendere fino al portone del Municipio: «Mi ha spiegato - racconta Salemi - che il sindaco incontrerà i promotori della manifestazione martedì. E, che teneva a farlo lui...».

Sulla posizione del vice sindaco Martina e dei partecipanti al convegno, Paolo Annale (Associazione per la ricostruzione del Partito comunista) scrive: «Durante una manifestazione di protesta, importante e nutrita, di cittadini e di bimbi che, a fronte della chiusura della piscina comunale, vedono negato il diritto allo sport e proprio quando nella sede comunale si teneva un incontro sul tema della violenza sulle donne, il vice sindaco, non ha ritenuto opportuno presentarsi per far comprendere quanto il sentimento espresso da quelle persone e dai quei bimbi fosse un tema prioritario per l'amministrazione. Tanto che c'è da chiedersi se lo sia davvero. Dispiace anche notare come le donne che partecipavano al convegno non abbiano avvertito la necessità di dirsi almeno solidali con i manifestanti, fatti oggetto loro malgrado di un'altra forma di violenza». Commento, questo, molto diffuso tra i manifestanti.

Jonata si è arrabbiato - racconta il padre - «quando gli ho detto “amore mio, in piscina non puoi più andare...». Al momento con le vasche Jonata ha chiuso: «Portarlo altrove è un problema con l’organizzazione familiare», spiega il genitore.

Se nel pomeriggio i vigili hanno chiuso rapidamente i cancelli del Municipio al primo tentativo, simbolico, di entrare nel Palazzo, la mattina sono stati gli assessori Laura Servetti e Valter Alberici i protagonisti di un episodio che ha sollevato la contestazione dei manifestanti. Usciti dal Comune per andare a prendere in caffè, non hanno dedicato una parola a chi era al presidio, allontanandosi in tutta fretta, sommersi dai fischi e seguiti fino al bar da un gruppo di dipendenti della piscina e da altre persone. «L’assessore Alberici ci ha risposto “ora lasciatemi prendere il caffè in pace...», racconta Claudia Galli, uno dei lavoratori delle piscina.

Alla protesta viareggina è arrivata anche la solidarietà dalla Sardegna, da parte di “Oristano vuole la sua piscina”, il cui messaggio è: «Una piscina pubblica aperta rende la città più sana».

Da qui a martedì, quando sembra previsto un appuntamento con il sindaco Giorgio Del Ghingaro, intanto la protesta non si ferma. Con l’appello ad inviare in Municipio email al sindaco per protestare contro la chiusura dell’impianto. Stefano Giuntini, nel testo mandato al primo cittadino, scrive: «Ieri i nostri ragazzi si sono allenati a secco, guardando le vasche dalle vetrate. Non si arrendo e non ci arrenderemo neppure noi genitori. Ho letto sui quotidiani che tutto il rumore che facciamo è per metterci in mostra. Lei ha proprio sbagliato e dei viareggini ha capito poco o nulla. Noi genitori, i ragazzi, i dipendenti rivogliamo la piscina, bene comune, con dentro gli istruttori e i ragazzi. Il rumore lo facciamo per tornare a sentire il battito dei piedi nell'acqua, che si alza sotto la fatica dei nostri figli, per potersi mettere in mostra su un podio sportivo, dove viene premiato il sacrificio e la passione. Vogliamo tornare a sentire le voci degli istruttori che spronano i ragazzi negli allenamenti. Questo è il nostro metterci in mostra. Domenica ci saranno le gare e ve ne saranno altre, vi saranno trasferte fuori regione e il Comune di Viareggio, non brillerà». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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