Il Tirreno

Versilia

No al nuovo regolamento della Consulta

Una ventina di associazioni pronte ad abbandonare se il sindaco non modificherà la bozza

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PIETRASANTA. Una bozza, quella relativa al nuovo regolamento della Consulta e a firma del sindaco Massimo Mallegni, che non piace a molte associazioni. Non siamo ancora al muro contro muro, ma il messaggio in calce alla lettera che 19 associazioni hanno inviato, nella giornata di ieri, allo stesso Mallegni, non lascia grande spazio all'immaginazione. «Valuteremo l’eventuale partecipazione ai lavori della nuova Consulta qualora le richieste da noi formulate non dovessero essere accolte».

A corredo la firma di Croce Verde, Misericordia Pietrasanta, Uildm, Grano, Avis, Arci Marina e molte altre sigle che fanno da riferimento al volontariato su scala locale.

Il motivo del contendere è dunque una bozza che è motivo di forti perplessità sia nella «metodologia adottata, con particolare riferimento alla tempistica, sia nel merito di alcuni articoli proposti» viene sintetizzato nella lettera in questione.

Nel mirino in particolare due passaggi del nuovo regolamento: il primo è quello della nomina del presidente da parte del sindaco. «Personalmente non mi trova d'accordo: il presidente è sempre stato indicato, direttamente, dalle associazioni che fanno parte della Consulta. E non parlo per motivi personali - fa sapere Elena Mancini, per sedici anni responsabile della stessa Consulta -: il mio mandato è scaduto ed è tempo che siano altri ad assumersi questa carica. Ma la scelta del presidente deve restare di priorità delle associazioni, altrimenti viene meno la nostra funzione e il nostro ruolo».

Così come non piace l’idea di un Comune e che indichi le priorità da perseguire, una sorta di rotta, con la Consulta chiamata ad applicarle. «Va bene condividere gli obiettivi - dicono alcuni referenti delle associazioni - ma senza rinunciare alla nostra indipendenza di movimento».

Da qui la missiva a Mallegni che aveva dato come termine la giornata di oggi, per presentare eventuali controdeduzioni alla bozza. «Chiediamo di potere rimandare l'approvazione della bozza stessa così da poter discutere criticità e richieste di eventuali modifichewin un'assemblea da convocare quanto prima in orario serale ed in anticipo così da favorire una massima partecipazione» si ribadisce nella lettera. Se così non sarà la Consulta perderà, a quanto pare, la metà delle associazioni che oggi aderiscono.(l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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