Il Tirreno

Versilia

Lo picchiano col casco: denunciati

Matteo Tuccini
La polizia in città
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La polizia in città

Viareggio, aggredito a 17 anni dopo la lite per una ragazza: in ospedale gli estraggono un pezzo di chiave dalla fronte

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VIAREGGIO. Lo hanno visto con una ragazza e hanno deciso di fargliela pagare. Si sono avvicinati in due, perché queste cose si fanno sempre in superiorità numerica: sia mai che la vittima possa avere qualche possibilità di avere il sopravvento. Uno degli aggressori, entrambi suoi coetanei, lo ha colpito alla testa con un casco, secondo costume delle gang giovanili viareggine. Poi, non contenti, lo hanno centrato alla fronte con un mazzo di chiavi. Un pezzo delle quali si è conficcato nella testa del diciassettenne aggredito, per fortuna non in profondità.

Fatto sta che per questo episodio di violenza, avvenuto il 25 marzo nel quartiere Campo d’Aviazione, due viareggini di diciotto e diciassette anni sono stati denunciati per lesioni aggravate dalla polizia.

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Stavolta è andata bene, se così si può dire. Ma la mente non può non tornare a quanto accaduto il 31 ottobre 2014 in via Coppino. Anche allora dei ragazzi che si rendono responsabili di un assalto a colpi di casco. Con un morto - Manuele Iacconi, 34 anni - e un ferito grave. La polizia ribadisce che si tratta di fatti diversi, con protagonisti diversi. Ma il modus operandi e il luogo di residenza dei denunciati - il quartiere Varignano - purtroppo è lo stesso. E le domande restano tante: che cosa prende ai ragazzi di questa città? Da dove arriva questa rabbia e questa voglia di violenza, questo desiderio di fare male alle persone?

L’aggressione era avvenuta in via Filzi, nella zona sportiva del placido quartiere dell’Ex Aviazione. Secondo la ricostruzione della polizia, il diciassettenne che poi verrà malmenato è in compagnia di una ragazza. A un certo punto si avvicinano due coetanei in scooter. Iniziano a provocarlo e a minacciarlo: gli contestano quella compagnia. Forse la ragazza era già stata adocchiata da uno di loro, o chissà. Fatto sta che questi bulli non hanno intenzioni di fermarsi alle parole. E la lite diventa una rissa.

È chiaro che due contro uno è uno scontro impari. E mentre il diciassettenne si difende, uno dei due rivali lo colpisce con un casco alla testa. Nello scontro, il giovane viene anche centrato sulla fronte da un mazzo di chiavi: la botta è così forte che un pezzo di chiave gli si conficca nella testa. Spezzandosi.

Ad accorgersi del caos scatenatosi è una donna che sta passando di là. E che chiama la polizia. Quando arrivano le volanti, i responsabili si sono già volatilizzati. Il ragazzo, invece, dopo essersi rivolto al centro di primo soccorso della Croce Verde per le prime cure, è costretto ad andare in ospedale per farsi togliere il pezzo metallico dalla fronte. Alla fine, a parte il dolore, se la cava con contusioni al volto e una prognosi complessiva di sette giorni.

I poliziotti della squadra Anticrimine raccolgono la testimonianza sua e di chi ha assistito all’ennesima scena di violenza. E nel giro di pochi giorni riescono a risalire ai responsabili, a identificarli e a denunciarli. Sono un diciottenne e un diciassettenne, entrambi residenti al Varignano, che non hanno alcun tipo di precedente penale. Secondo quanto risulta agli inquirenti, l’episodio non ha nulla a che vedere con gli ultimi casi di violenza giovanile avvenuti in città. In primis il delitto Iacconi, che resta una delle pagine più nere della storia recente della città. Le domande, però, ci sono ancora. Una su tutte riguarda la possibilità che questa violenza cieca e sorda finisca una volta per tutte. Soprattutto in chi ha ancora una vita davanti, e ha tutto il tempo per rendersi conto di cosa sta facendo.

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