Il dolore
«La Staffetta dev’essere una festa»
L’assessore Biagi lancia un appello al mondo del palio
QUERCETA. «È vero che la Staffetta delle Contrade è un evento sportivo, ma va ritenuta anzitutto parte di tante manifestazioni folcloristiche del mondo del Palio. Quel giorno va vissuto come una festa, così come il Festival delle Canzonette e il Palio dei Micci». A parlare è Riccardo Biagi, ex staffettista e ex allenatore di una contrada, e attuale accompagnatore di gara. Oltre che essere l’assessore allo sport e all’associazionismo di Seravezza. Quando si perde di vista il motore primo, si perde l’essenza. L’assessore - dopo le polemiche scaturite nei giorni scorsi e negli ultimi anni - ha provato a riprendere il bandolo della matassa, e fare un appello al mondo del Palio.
«Quello che deve tenere tutti uniti è l'attaccamento alla propria contrada» ha ribadito.
Domenica si correrà la 50ª edizione della Staffetta che, dopo il Palio e il Festival, è la manifestazione più antica organizzata con grande cura dai volontari della Pro Loco di Querceta. «È vero - ammette l'assessore Biagi - che la Staffetta ha passato momenti particolari, dovuto a diversi fattori. Ad esempio, è previsto un allenamento molto duro tutto l'anno, al freddo e all'acqua, e comporta un sacrificio enorme per i nostri giovani; inoltre si è percepito anche un calo di ragazzi che si avvicinano all'atletica, che sta vivendo un momento di particolare crisi».
Insomma, anche senza una pura competizione agonistica, la Staffetta delle contrade - che è l'unica che tocca in un sol colpo tutti gli otto territori - può sprigionare tante emozioni. «Sarebbe bello che ad ogni cambio di testimone nelle otto frazioni - propone Riccardo Biagi - fossero esposte le bandiere che rappresentano i colori delle contrade, coccarde e addobbi. Questo evento è affascinante, e lo dico io che l’ho vissuto sia da allenatore che da staffettista. È anche un'ottima promozione per il nostro comune: vedere i corridori accompagnati da una schiera di biciclette e motorini per tutto il tracciato è spettacolare. Sta a noi rivivere questa corsa per quello che è, e dargli un tocco in più di festa».
Nonostante ciò la Staffetta del Palio ha sempre attirato grande campioni dell'atletica. «Questi cinquanta anni sono stati molto belli e intensi - ricorda Biagi - nei venti anni, dagli anni '70 e '80, abbiamo visto passare di qua atleti di grande livello nazionale e internazionale, e in questi ultimi anni under 18 che hanno gareggiato tutto l'anno a livello internazionale. Tutto ci sta, ma prima viene la bellezza della staffetta e il coinvolgimento di tanti contradaioli».
Tiziano Baldi Galleni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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