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di FRANCESCO BORRACCINI
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di FRANCESCO BORRACCINI Ci ha lasciato Carletto. Sì, perché per tutti era Carletto, quel personaggio incredibile che ha condiviso con Viareggio e i viareggini tante e tante cose e che un male senza...

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di FRANCESCO BORRACCINI

Ci ha lasciato Carletto. Sì, perché per tutti era Carletto, quel personaggio incredibile che ha condiviso con Viareggio e i viareggini tante e tante cose e che un male senza scampo ha portato via. Ad iniziare dall’avventura di Radio Mare, l’emittente che ha rappresentato un evento unico e irripetibile nel campo delle radio libere. Era il 19 dicembre 1976 quando sul viale a mare all'angolo del molo iniziò le trasmissioni la radio storica viareggina che si spense qualche anno dopo come tante altre. Ma chi ha vissuto il mondo dello spettacolo negli anni 70/80 si ricorderà sicuramente dei Componibili, dei quali Carletto era un componente, insieme a Maristella Zanaboni, la compagna di una vita, Gianni Lazzeri e Augusto Di Bono (alla Caravella di Alberto Cavallini erano di casa). Ma probabilmente non c’è un locale in Versilia dove non abbia suonato: prima con l’immancabile chitarra, poi anche con la tastiera, ha accompagnato le serate dei versiliesi per decenni. E un personaggio così non poteva non costruirsi un giro di amicizie vere e importanti: ad esempio quella con Gaber e Luporini, e possiamo chiedere a Lirio Valenti quante serate con vino e musica hanno passato insieme. Carletto ha tentato poi qualche avventura con la gestione di diversi locali, con alterne fortune, nei quali hanno sempre regnato allegria e buona musica.

Tornando a Radio Mare, il sottoscritto insieme a una cerchia di amici, come Corrado Benzio, Ruggero Righini e Stefano Pasquinucci, giornalisticamente è nato lì: redazione sportiva su tutto, interne ed esterne a gogò, ascolti pazzeschi per tutti i programmi (la Tombola di Giovanni Simoncini era un cult, le dediche di Carlo e Maristella inchiodavano i viareggini in casa, sull’onda di ciò che avveniva a Radio Montecarlo).

Con Carletto perdiamo un altro personaggio storico di quella che oggi si chiama movida, ma che allora erano le notti versiliesi, che non finivano mai. Ah, a proposito: il suo vero nome era Carlo Cerovaz, che ricorda origini balcaniche, anche se il suo regno era in provincia di Massa Carrara.

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