Attenzione
Pronte le altre vasche della Versilia
Camaiore e Massarosa dicono sì alle richieste delle società sportive viareggine
VIAREGGIO. I telefoni sono stati bollenti in queste ore. La realtà delle associazioni natatorie viareggine - che esprimono molti atleti di livello - paga quello che la politica locale non ha saputo fare. Prima della richiesta di auto fallimento della Patrimonio da parte dell’amministrazione Del Ghingaro (Giunte precedenti) e dopo (amministrazione in carica). Ma i tempi dello sport non possono attendere che i contenziosi politici finiscano di far affondare la città. Così le squadre che non sanno più dove allenare i propri atleti hanno bussato alla porta degli impianti della Versilia, puntando sui più vicini, e chiedendo se vi fosse disponibilità di ore e a quale potesse essere la richiesta economica.
Camaiore e Massarosa hanno avviato subito una verifica su spazi ed ore disponibili per gli “sfrattati” del nuoto viareggino. Che potranno trovare “asilo”, per quanto possibile, con una soluzione arrivata in tempi brevissimi e che ha visto al lavoro - così le indiscrezioni trapelate - gli stessi sindaci Alessandro Del Dotto e Franco Mungai. Perché un atleta che si mette in luce “illumina” la Versilia intera.
Nel merito della vicenda che ha visto il Tribunale di Lucca escludere dalla proroga dell’esercizio provvisorio (due mesi) gli impianti sportivi dalla «onerosa gestione», è bene ricordare che tra Viareggio Patrimonio e Comune c’è un Contratto di servizio con valore dal primo aprile 2006 al 31 dicembre 2040. Oggi viene meno a causa del fallimento della società pubblica, ma fino a che non è intervenuto il giudice, prevedeva (articolo 4): «Con il presente contratto la società diventa titolare della gestione dei servizi (impianti sportivi compresi, ndr), assumendone l’intera responsabilità, subentrando in tutti i diritti, privilegi, obblighi ed oneri spettanti al Comune». Centrodestra e centrosinistra alla guida della città in passato (compresi consiglieri ed assessori dell’amministrazione Betti oggi al governo con Del Ghingaro) avrebbero potuto controllare le spese, staccare la spina al contratto per il riscaldamento (il caso Focalia che tanto spazio occupa nella relazione dell’ispettore del Mef e non solo), scoprire che Sea Risorse niente pagava alla Patrimonio per l’area al depuratore...Invece è rotolato tutto allegramente verso il burrone...
Donatella Francesconi
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