Il Tirreno

Versilia

Dopo 21 anni Comune costretto a riassumere e risarcire un dipendente

Il palazzo comunale di Stazzema
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Il palazzo comunale di Stazzema

Un contenzioso fra l'amministrazione di Stazzema e un architetto iniziato nel 1994 e conclusosi solo adesso davanti al Consiglio di Stato. Ma il sindaco annuncia un nuovo ricorso

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STAZZEMA. La lentezza della giustizia questa volta colpisce direttamente un ente pubblico, il Comune di Stazzema, che dopo 21 anni si trova costretto a riassumere, e risarcire, un architetto licenziato nel 1994, Baldo Walter Chioran. Solo qualche giorno fa la vicenda giudiziaria, andata avanti per oltre venti anni, si è conclusa con la sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, ha confermato il giudizio del Tar che nel 1995 aveva dato ragione al dipendente. Il sindaco Maurizio Verona ha annunciato che il Comune farà ricorso alla Corte di Giustizia Europea.

La vicenda è ricostruita in una nota nella quale viene spiegato quanto successo nel corso degli anni. L'architetto, nel 1995, aveva fatto ricorso al Tar contro il provvedimento della giunta guidata dal sindaco Lorenzoni, e l'Amministrazione di allora non si era costituita. Solo nel 2006, dopo 11 anni, arrivò la sentenza di primo grado che condannava il Comune al risarcimento economico per l'architetto e la riassunzione. La successiva Amministrazione aveva fatto appello al Consiglio di Stato, costituendosi e chiedendo la sospensiva riconosciuta in secondo grado. Pochi giorni fa la decisione che, come spiega il sindaco Verona, "comporterà un esborso considerevole per l'Amministrazione e quindi a farne le spese saranno i cittadini ed i servizi comunali, anche se si riuscisse a raggiungere una transazione o una dilazione".

"Non posso e non voglio certamente entrare nel merito delle decisioni", aggiunge Verona, "e lascio ad altri le valutazioni ed i giudizi politici sul provvedimento, giudicato illegittimo. Ma un ente locale e un dipendente non possono attendere questi tempi anche perché allo stato attuale risulta difficile ricostruire la carriera economico giuridica dell'interessato e anche la valutazione di eventuali interessi ed in ultima istanza magari l'obbligo del reintegro che a questo punto risulterebbe veramente singolare. Se è evidente l'errore e quindi il danno subito - conclude - ritengo altrettanto evidente che non debba essere l'ente locale a dover affrontare questo risarcimento dopo 21 anni".

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