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Al mare invece che al lavoro in Tribunale, i colleghi le timbravano il cartellino
La Procura vuole il processo per una commessa viareggina del tribunale Nel mirino anche i due colleghi che avrebbero timbrato il cartellino per lei
VIAREGGIO. Avrebbe fatto timbrare il cartellino a due suoi colleghi, mentre lei era a casa a Viareggio, oppure al mare. Invece di prestare servizio come commessa negli uffici giudiziari.
A finire sotto inchiesta, per una vicenda simile a quella avvenuta di recente nel Comune di Sanremo, sono tre dipendenti del tribunale di Lucca. Tutti versiliesi e provenienti dall’ex tribunale di Viareggio, chiuso ormai da tre anni.
Per la donna, Antonietta Borriello, 65 anni, la Procura di Lucca ha chiesto il rinvio a giudizio con le accuse di truffa e peculato. Ora sarà il giudice a decidere se andrà a processo. Ma anche i colleghi sono nel mirino degli inquirenti: l’indagine è tutt’ora in corso.
I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il giugno e il settembre del 2015.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe ceduto il badge, o cartellino che dir si voglia, ai due colleghi. Che avrebbero timbrato per lei, coprendola, per 35 giorni. Secondo quanto sostengono gli inquirenti, la donna avrebbe approfittato di questo favore per andarsene a casa. O, ancora più spesso, al mare.
Qualcuno, però, si è accorto che qualcosa non andava. E ha segnalato l’accaduto alla Procura. Che ha fatto scattare l’indagine della polizia giudiziaria, nel caso specifico della polizia di Stato.
L’indagine ha seguito la pista del cellulare della donna, che sarebbe stato rintracciato nelle ore di lavoro non nella zona del tribunale - dove avrebbe dovuto essere - ma a Viareggio.
«Siamo certi - spiega l’avvocato Enrico Marzaduri che tutela la donna - di poter chiarire l’accaduto e accertare l’estraneità della nostra assistita ai fatti contestati».
Per la commessa, una volta concluse le indagini, il procuratore facente funzione Fabio Origlio ha chiesto il rinvio a giudizio. Ora la palla passa al giudice del tribunale di Lucca, che dovrà valutare se processare la donna.
Nel frattempo, però, proseguono le indagini a carico delle due persone che avrebbero aiutato la donna a fingere di essere al lavoro. Timbrando il cartellino al posto suo, secondo una prassi che abbiamo visto finire nel mirino già nei mesi passati. Si pensi al caos scatenatosi a Sanremo, con decine di impiegati pubblici nella bufera per i badge timbrati mentre i colleghi erano a farsi i fatti loro. In ogni caso, l’inchiesta a carico degli altri due dipendenti è in corso. E bisogna capire se le loro responsabilità verranno accertate.
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