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Versilia

«Il lavoro? Non ho i dipendenti giusti...»

«Il lavoro? Non ho i dipendenti giusti...»

Le intercettazioni inguaiano anche Angelo Pallucca, artigiano massese. E spunta un falso sinistro

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MASSA. C’è anche un carrozziere apuano tra gli indagati dell’inchiesta sulla banda che truffava le assicurazioni. Angelo Pallucca, 58 anni, nato a Viterbo ma residente da tempo a Massa, è uno dei soci dell’officina di via Oliveti dove la polizia è entrata per sequestrare diversi documenti. Secondo gli inquirenti Pallucca faceva parte del sodalizio - gli viene contestato anche il reato associativo - e insieme ad altre persone si è prestato a inscenare falsi incidenti per intascare i premi dovuti ai sinistri. In particolare all’artigiano viene contestato un episodio avvenuto cinque anni fa poco distante dall’officina dove lavora: un autocarro ha tamponato un’utilitaria che a sua volta dopo l’urto è finita contro un’altra macchina. Alla fine le assicurazioni per quel sinistro - mai avvenuto realmente, ma pianificato da Gianluca De Chiara, anche lui nel registro degli indagati - avevano sborsato più di ventimila euro per i danni alle persone e alle cose. In un’intercettazione si sente De Chiara parlare con uno dei proprietari delle auto per prendere accordi sull’auto sostitutiva che Pallucca doveva dargli.

Ma ci sono anche altre telefonate che mettono nei guai il carrozziere. A chiamare è sempre De Chiara che chiede informazioni presentandosi con un altro nome. Pallucca gli dice che non si può fare nulla: «Senti una cosa io al momento non posso fare quel lavoro lì... perché non ho i dipendenti giusti. Se tu non hai fretta fretta per fare quella fiancata io posso vedere la prossima settimana». Per il magistrato il lavoro in realtà è un falso sinistro finalizzato a ottenere il denaro per la riparazione della microcar. Ma il carrozziere apuano non poteva esaudire il desiderio di De Chiara a causa della mancanza di “dipendenti giusti”. «Ovvero - sostengono gli inquirenti - di idonei soggetti che si prestassero a essere inseriti nella falsa pratica». De Chiara proprio per questo mancato accordo termina la telefonata con rammarico: «Va bene, ti voglio solo dire che in tre anni che ti conosco non mi hai dato una delusione come me l’hai data questa mattina. Mi sento male perché confidavo molto in te. Dai vediamoci oggi e vediamo che possiamo fare». Pallucca, che resta a piede libero, si dice estraneo ai fatti che gli vengono contestati, come spiega il suo legale Paolo Bertoncini. (d.d.)

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