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Versilia

È finita: l’ex Cerpelli chiude lo stabilimento di Querceta

È finita: l’ex Cerpelli chiude lo stabilimento di Querceta

Termina l’assemblea permanente e con essa il negoziato del sindacato con la proprietà Fiom: non c’erano più alternative alla riduzione dell’impatto economico dei licenziamenti

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QUERCETA. È finita. Anche l’ultimo atto della battaglia che sindacati e lavoratori hanno tentato di sostenere con la proprietà della Finder Pompe Ex Cerpelli si è concluso. Per la storia azienda quercetana che dava da lavorare a decine di operai e impiegati non c’è più futuro.

A dare l’annuncio finale è stata la Fiom, il sindacato che aveva promosso la scorsa settimana l’assemblea permanente all’interno dello stabilimento. «Termina l'assemblea permanente dei lavoratori e con essa il negoziato intrapreso per ottenere le migliori condizioni possibili da un'azienda che non ha voluto trovare soluzioni alternative alla chiusura - si legge nel comunicato che è stato diffuso ieri pomeriggio dalla sede della Camera del lavoro - e con grande sofferenza l'assemblea dei lavoratori ha deciso di negoziare un accordo che riducesse l'impatto economico dei licenziamenti».

Così è stato annunciato che lunedì è stato firmato il verbale presso il centro impiego della Regione Toscana di Lucca con il quale si sancisce la chiusura dello storico stabilimento Cerpelli di Querceta: «Non c'erano più alternative - sottolinea la Fiom nel comunicato - l'azienda aveva già deciso e senza la lotta intrapresa in questi mesi, i lavoratori non avrebbero avuto niente se non la sola disoccupazione. Resta il rammarico - prosegue la nota del sindacato - per non aver avuto un'attenzione reale dal punto di vista industriale, utile a preservare il sito e un'occupazione altamente qualificata, capace di garantire prodotti di grande qualità. Cogliamo l'occasione per ringraziare il sindaco di Seravezza Ettore Neri per la vicinanza e la collaborazione fattiva dimostrata in tutte le fasi di questa complicata vertenza, convinti che anche con il suo impegno si potranno trovare soluzioni per una possibile riattivazione del sito Cerpelli e per i trenta lavoratori licenziati».

Si chiude così una vertenza esplosa drammaticamente e improvvisamente a metà gennaio, quando la notizia dell’intenzione della proprietà di chiudere lo stabilimento versiliese venne comunicata durante un incontro con la rappresentanza sindacale unitaria convocato in fretta e furia: una vera e propria doccia fredda alla quale sindacati e lavoratori hanno provato a reagire presidiando la fabbrica, cercando di mobilitare le istituzioni locali, chiedendo aiuto alla Regione. Ma tutto è stato inutile. L’azienda ha dimostrato fin da subito di non essere disposta a rimettere in discussione la sua scelta, che nel giro di poche settimane ha tradotto in un dato di fatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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