Il dolore
Alessio, a 3 anni dalla morte ancora niente giustizia
LIDO DI CAMAIORE. Un’auto misteriosa che si lancia in un sorpasso azzardato. L’ostacolo che si para davanti all’improvviso e si avvicina veloce. E poi il disperato tentativo di sterzata, con la...
LIDO DI CAMAIORE. Un’auto misteriosa che si lancia in un sorpasso azzardato. L’ostacolo che si para davanti all’improvviso e si avvicina veloce. E poi il disperato tentativo di sterzata, con la macchina che perde il controllo, rientra sulla carreggiata nella sua traiettoria impazzita e viene travolta da un camion che la distrugge completamente. È morto così Alessio Farfai, venticinque anni, di Piano di Conca. Era l’8 aprile di tre anni fa e, all’alba, stava recandosi al lavoro. L’incidente avvenne a Mediglia, in provincia di Milano, sulla strada provinciale Bettola Sordio.
Da quel giorno di quell’incidente stradale non si è saputo nulla di più preciso. La persona che ha provocato l’incidente è infatti riuscita a farla franca, senza che nessuno - fra gli inquirenti - sia riuscito a dare un nome e un cognome a colui che ha provocato la morte di quel giovane trasferitosi dalla Versilia alla Lombardia in cerca di un lavoro.
Le testimonianze di altri autisti che si trovarono sul luogo del terribile incidente parlarono all’epoca di una Focus che aveva tentato un sorpasso e poi era fuggita: i carabinieri iniziarono le indagini per arrivare a individuare il responsabile della manovra che poi era scappato, ma le ricerche furono senza alcun esito.
«Ci manca il suo sorriso, la sua simpatia, il suo incedere imponente. Era un ragazzone alto 1,96, coraggioso e umile come pochi», lo ricorda la zia Susanna Farfai.
Venerdì, per ricordarlo in occasione dell’anniversario della sua morte, i familiari hanno voluto che si tenesse una messa nella chiesa del Sacro Cuore a Lido di Camaiore. Una celebrazione alla quale sono attesi i parenti, gli amici e tutti coloro che vorranno ricordare Alessio.
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