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Tanti amici del Carnevale per l’addio a Luigi Miliani

di ROBERTO PAGLIANTI
Tanti amici del Carnevale per l’addio a Luigi Miliani

di ROBERTO PAGLIANTI Solo qualche giorno fa ad un amico comune che era al corrente dei tuoi problemi hai risposto "tutto bene, tutto a posto". Sapevi di mentire e lo hai fatto perché questo è Luigi...

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di ROBERTO PAGLIANTI

Solo qualche giorno fa ad un amico comune che era al corrente dei tuoi problemi hai risposto "tutto bene, tutto a posto". Sapevi di mentire e lo hai fatto perché questo è Luigi Miliani, forse non volevi mettere in difficoltà l'amico. Spesso hai ironizzato anche sulla tua malattia sapendo che era una di quelle che non danno scampo. Luigi la vita non ti ha voluto bene mentre tu gliene volevi a volontà. Il tuo sarcasmo, il tuo essere attore della canzonetta e non, il tuo amare il carnevale erano l'essenza della tua anima. Eppure nonostante che la vita ti abbia sbattuto la porta in faccia hai sempre avuto il coraggio di ricominciare con un sorriso. La tragedia familiare, l'incidente d'auto, e per ultimo la salute che non ti ha mai dato una mano, anzi sfociata in questa malattia inesorabile avrebbero abbattuto anche l'uomo più forte del mondo. Invece tu hai dimostrato che la vita si vive fino in fondo. Ricominciavi sempre da capo, e con quel beffardo sorriso che ti contraddistingueva da tutti gli altri.

Ti ho conosciuto nel 1981 quando ti feci recitare nella prima canzonetta della Burlamacco 81 "Il Gallo della Ecca". Fu un successo sin dalla prima serata. La nonna Alfida (eri tu) si accaparrò subito le simpatie dell'esigente platea canzonettara. Per qualche anno hai deliziato i viareggini della tua comicità in chiave locale. Ma il mondo dell'ironia lo hai proseguito tuffandoti nell'ambiente del carnevale che ti ha dato subito enormi soddisfazioni con primi premi a iosa per poi deluderti ancora senza farti partecipare con i grandi della cartapesta (2ª categoria) nonostante tu avessi avuto tutte le carte in regola.

Hai insegnato a leggere e a scrivere a centinaia di bambini, perchè quello era il tuo mestire. Eri il maestro vecchio stampo ed eri amato da tutti. Con i coriandoli nel sangue hai sempre cercato di avventurarti insieme ai carristi. La tua partecipazione al corteggio dei carri di Lebigre era un appuntamento fisso ed è lì che ti ho fatto una delle mie più belle fotografie che mai avrei pensato dovesse servire a dare un annuncio così doloroso. Da oggi sei nei ricordi di tutti coloro che ti hanno voluto bene, e sono tanti, forse molti più di quelli che immaginavi.

Un abbraccio forte anzi fortissimo è per Maria, Paolo e Caterina che, ingiustamente, sono stati privati di un marito e di un padre esemplare.

Ciao Luigi saluta tutti i canzonettari (ora cominciano ad essere tanti) che trovi sulle nuvole.

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