Il Tirreno

Versilia

Il campo Rom chiude ma non con le ruspe

di Donatella Francesconi
Il campo Rom chiude ma non con le ruspe

L’assessore al sociale Mei: «Confronto aperto per uscire dall’emergenza» Si cercano soluzioni per l’inserimento lavorativo e l’accoglienza altrove

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TORRE DEL LAGO. Quarantuno persone, tutte di nazionalità romena e di etnia Rom, di cui 19 minori, tredici dei quali iscritti alla scuola dell'obbligo a Torre del Lago, ed uno diversamente abile: è la fotografica del campo Rom del Comune di Viareggio che oggi l'amministrazione Del Ghingaro annuncia di voler chiudere attraverso «un percorso da fare insieme» come dichiara l'assessore al sociale, Sandra Mei. La quale spiega: «Abbiamo terminato la fase di “censimento” delle persone che vivono all’interno del campo e istituito un tavolo permanente chiamato “gravi marginalità”. Partecipano al tavolo, associazioni di volontariato e cooperative sociali, servizio sociale comunale e Asl e centro per l’impiego. Lo sforzo è teso a sviluppare strategie d’uscita dallo stato emergenziale e avviare percorsi d’inserimento lavorativo e d’inclusione sociale. Alla prossima riunione del tavolo intendo invitare anche un referente delle famiglie Rom che abitano il campo ed un esponente di Opera Nomadi». In realtà, nelle settimana appena trascorsa, ha protocollato richiesta di incontro l’associazione “Berretti bianchi” che segue il campo, e soprattutto i minori, dall’inizio del progetto di accoglienza, nel 2007. Progetto che già prevedeva l’inserimento lavorativo della piccola comunità Rom, attraverso un finanziamento di 70.000 della Regione Toscana.

«Abbiamo fatto chiarezza sulla struttura e sulla sua gestione - è la voce del sindaco Giorgio Del Ghingaro -: adesso andremo a poco a poco verso la sua chiusura».

Un progetto, quello dell’accoglienza alla manciata di famiglie Rom, che poteva davvero essere portato a compimento con poco. L’allora senatore di Rifondazione, Milziade Caprili, ottenne anche l’attenzione ed il contributo del ministero dell’interno.

Poi le cose sono rotolate come spesso accade a Viareggio,nonostante i richiami e le ripetute denunce dei Berretti bianchi e della stessa comunità Rom. «Era previsto un Comitato di gestione del campo - ricorda Mei - composto da varie figure tecniche, che ha funzionato fino al novembre 2011, quando il suo presidente ha dato le dimissioni senza essere più sostituito. Come non fu sostituita la figura del gestore, dimissionario nel 2011».

Oggi che la Viareggio Patrimonio, proprietaria del terreno, si trova a dover vendere i propri beni per fallimento, anche l’area destinata ai Rom deve essere lasciata sgombera di persone e cose.

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